Listini europei, avvio debole
Borse europee in calo in avvio di una settimana che ha i riflettori puntati sul Simposio di Jackson Hole, il consueto appuntamento di fine agosto che riunisce banchieri centrali, accademici, operatori dei mercati finanziari e rappresentanti del governo Usa. Francoforte arretra dello 0,21%, Parigi dello 0,20%, Londra contiene la flessione a un -0,05%. Apertura di settimana in calo anche per la Borsa di Milano, con il Ftse Mib che cede lo 0,13% dopo i primi scambi. In ribasso i titoli di Stmicroelectronics (-0,59%), giù i bancari da Mps (-0,41%) fino a Bpm (-0,24%) passando per Unicredit (-0,23%). In rialzo invece Saipem (+0,6%), Brunello Cucinelli (+0,36%), Buzzi (+0,35%) e Hera (+0,31%). Il petrolio frena dopo due settimane di rialzi, mentre cresce l’attesa per il piano di sanzioni economiche degli Usa verso l’Iran, che il segretario del Tesoro Scott Bessent dovrebbe presentare in giornata. Al momento il future sul Brent arretra dell’1,28% ma si mantiene stabilmente oltre la soglia dei 90 dollari al barile, a 93,18 dollari, dopo il balzo del 13% messo a segno negli ultimi 15 giorni. Il Wti invece scende dell’1,62% a 85,65 dollari. Tornando alla situazione in Medio Oriente, il conflitto tra Usa e Iran si sta ora spostando sul piano economico. Oggi Bessent dovrebbe svelare i dettagli della strategia di isolamento messa a punto dagli Usa ai danni di Teheran, secondo quanto anticipato dal segretario del Tesoro alla Cnbc. Un piano che vedrà al centro proprio il greggio – che dall’inizio della guerra ha guadagnato oltre il 50% – anche nell’ottica di aumentare la pressione anche sugli altri Paesi non coinvolti nel conflitto per favorire un loro intervento. Prezzo dell’oro in aumento in
apertura dei mercati: il contratto spot avanza dello 0,65% a 4.632,83 dollari l’oncia. Il contratto con consegna a dicembre è a 4.688,80 dollari (+0,18%). Apertura in lieve calo per lo spread tra Btp e Bund a 81 punti dagli 82 della chiusura di venerdì. Il rendimento si attesta al 4,05% dal 4,08%. Apertura poco mossa per l’euro sopra 1,16 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1676 dollari (-0,01%) e a 185,60 (-0,02%). Il dollaro è piatto anche sullo yen a 158,95 (-0,01%).