Lo spagnolo campione in carica torna a giocare a 4 mesi dall’infortunio al polso, là dove è diventato per la prima volta numero 1 del mondo e dove ha conquistato il primo dei suoi sette Slam. Domani l’esordio nel doppio misto con Serena Williams
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24 agosto 2026 (modifica alle 16:02) – MILANO
Il Re è tornato e New York gli ha fatto sentire subito tutto il suo amore. Carlos Alcaraz è il campione in carica degli Us Open, il luogo dove è diventato per la prima volta numero 1 del mondo e dove ha conquistato il primo dei suoi sette Slam. La Grande Mela, dunque, per il fuoriclasse spagnolo, è e sarà sempre un posto speciale. Prime immagini, prime parole e soprattutto prime sensazioni in campo per Carlos, al ritorno dopo 4 mesi per l’infortunio al polso, che ha scelto di riabbracciare il pubblico con due ore di allenamento intenso, accompagnato dal coach Samu López e dal fratello Álvaro. Nessuno sparring partner dall’altra parte della rete, ma sugli spalti non è mai mancato il sostegno: foto, applausi e cori continui, con il suo nome scandito senza sosta da tifosi che aspettavano solo di rivederlo in azione.
“Mi siete mancati”—
Alcaraz si è concesso a lungo alla gente di New York, tra selfie, autografi e sorrisi. Un abbraccio collettivo che racconta meglio di qualsiasi parola quanto fosse atteso il suo ritorno. Eppure una parola, Carlos, l’ha voluta regalare lo stesso, affidandola a Instagram: “Mi siete mancati”. La felicità di essere di nuovo lì, sul cemento di New York, più in generale in un campo da tennis, era evidente. Alcaraz ha poi parlato anche della possibilità di tornare all’US Open, spiegando di aver dovuto riflettere attentamente sulla scelta: il formato al meglio dei cinque set, inevitabilmente, rappresenta un’incognita importante dopo il problema al polso. Ma la voglia di giocare e di ritrovare il suo pubblico è stata forse più forte. C’è poi il capitolo doppio misto, con una partner d’eccezione: Serena Williams. Alcaraz ha raccontato di essere in contatto con lei per decidere anche un dettaglio tutt’altro che banale, ovvero da quale lato del campo giocheranno insieme. I due faranno il loro esordio domani.
I dubbi di Rusedski—
Non tutti, però, sono convinti che il rientro nel singolare sia la scelta giusta. Greg Rusedski, ex finalista degli US Open nel 1997, ha espresso ancora una volta le sue perplessità nel podcast Off Court: “Perché dovresti tornare a giocare con una lesione al polso in tre dei cinque set? Penso che sia un rischio enorme. Mi sorprenderebbe moltissimo se giocasse in singolare”. L’ex tennista britannico aveva già indicato Cincinnati come il banco di prova più sicuro per valutare le condizioni di Alcaraz e non ha cambiato idea: “Spero che possa giocare l’US Open, ma non sono sicuro che sia la cosa più intelligente, a meno che non sia una strategia pubblicitaria e giochi solo il doppio misto, senza partecipare al singolare”.
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