di
Enrica Roddolo

Riunione della famiglia reale di Norvegia al Rikshospitalet per l’aggravarsi della salute del sovrano. «Il Re sta ricevendo una cura antibiotica per una infezione del sangue e sta rispondendo al trattamento».

Il principe ereditario Haakon, reggente da metà agosto, e la principessa Mette Marit che si sta ristabilendo dal trapianto di polmone per la fibrosi polmonare, e con loro i figli. Domenica la famiglia reale di Norvegia, la famiglia di Glucksburg, si è radunata al capezzale dell’anziano re Harald, 89 anni, ricoverato al Rikshospitalet di Oslo

Le sue condizioni di salute sono peggiorate dopo il ricovero in ospedale d’urgenza ferragosto per il decano dei sovrani d’Europa (dopo la morte della regina Elisabetta II nel 2022 e il ritiro con l’abdicazione della regina Margrethe di Danimarca due anni fa). 



















































Il premier norvegese Jonas Gahr Støre ha parlato auspicando per il re «buone cure dal buon sistema sanitario nazionale».

«La salute di Sua Maestà il Re è peggiorata nel weekend. Il re sta ricevendo la cura antibiotica per una infezione del sangue e sta rispondendo al trattamento», ha detto il palazzo reale con un comunicato urgente che ha suscitato apprensione a Oslo e richiamato attorno al sovrano l’erede Haakon ma anche la sorella Martha Louise che due anni fa in agosto fece scalpore per le nozze con il guru di Hollywood e la scelta di lasciare il ruolo nella famiglia reale per perseguire i suoi progetti personali. 

Una insolita riunione di famiglia  che sta destando molta, preoccupazione. Dopo che nei giorni scorsi la principessa Ingrid Alexandra, classe 2004, seconda in linea di successione al trono, ha annunciato che interromperà i suoi studi in Australia a Sidney, per tornare a Oslo, in patria. E domani la regina Sonja che era prevista con l’erede e reggente Haakon alla cerimonia della guardia davanti al palazzo reale, non ci sarà. 

Harald, diventato sovrano alla morte del padre Olav V nel gennaio del 1991 ha alle spalle una storia personale in trecciata con quella del Novecento d’Europa: costretto a fuggire negli Usa con la madre dopo l’invasione tedesca nel 1940 mentre il padre raggiunse il governo in esilio a Londra. Tempra sportiva che l’ha portato sempre sugli spalti delle Olimpiadi comprese quelle invernali di Milano Cortina, a tifare la nazionale, e che dopo i Mondiali di calcio aveva ricevuto a corte i calciatori per congratularsi per il miglior risultato di sempre per la Norvegia, ha avuto molti problemi di salute negli ultimi anni. 

E dal 2024 dopo un ricovero all’estero in Malesia che aveva richiesto un pacemaker al cuore, infatti gli impegni ufficiali di re Harald erano stati ridotti. Se a richiedere adesso un ricovero in ospedale è un problema sanguigno (anemia emolitica), da curare con il cortisone, in primavera mentre si trovava in vacanza a Tenerife era stato ricoverato per un’infezione. Già due anni fa, gli fu applicato in Malesia un pacemaker d’urgenza. L’ultimo a fine gennaio 2024 quando un’infezione respiratoria l’aveva costretto fermare l’agenda. 

Un ricovero dopo un annus horribilis per la famiglia reale di Norvegia, con il peggioramento della fibrosi polmonare della principessa Mette Marit che ha richiesto a inizio estate un trapianto di polmone. E in parallelo la vicenda giudiziaria del figlio naturale prima delle nozze con l’erede al trono, Marius Borg Høiby. 

Due anni fa, dopo l’abdicazione della regina Margrethe che aveva fatto di lui il nuovo decano della Corona in Europa, Harald V aveva chiarito che no, lui non avrebbe mai abdicato. I rumors di un effetto domino dopo l’abdicazione nella notte di capodanno della regina Margrethe, avevano fatto circolare ipotesi di altre staffette. A partire proprio dalla Norvegia. Ma lui re Harald, aveva detto che non sarebbe stato il suo caso. Anche se la salute del re della monarchia nordica già da anni destava preoccupazione per i tanti ricoveri. 

Re Harald aveva solo tre anni quando il 9 aprile 1940 le truppe tedesche invasero il Paese. Sul trono sedeva re Haakon VII, a cui non restò altra scelta che tentare di mettersi in salvo fuggendo da Oslo. Partì in treno insieme al governo e buona parte dei componenti dello Storting, verso Elverum. La principessa Martha, moglie del principe Olav, destinato a succedere al padre Haakon VII alla guida della Norvegia, prese con sé i tre piccoli principini, compreso l’erede al trono Harald, e si diresse in Svezia, per approdare poi negli Stati Uniti, a Washington: in caso fosse accaduto qual cosa al principe ereditario Olav e al re, la continuazione casato era così assicurata. Il sovrano di Norvegia con l’erede, Olav, trovò invece rifugio a Londra. Ancora oggi, non a caso, sono tanti i legami storici e famigliari fra la casa reale dei Windsor e quella di Glücksburg.

24 agosto 2026 ( modifica il 24 agosto 2026 | 17:47)