PIEVE DI SOLIGO – Per decenni con la sua reflex ha documentato i principali eventi pievigini. Addio a Flavio Gregori, 82 anni, alpino, che aveva fatto della sua passione per la fotografia una missione di vita per la sua comunità. Sempre presente, occhio vigile e discreto, ha documentato i fatti di Pieve di Soligo e dintorni. Una delle sue ultime uscite pubbliche risale a domenica scorsa quando aveva realizzato degli scatti al concerto della Piccola Orchestra Veneta, nell’ambito del festival “La musica nel sacro”, nella suggestiva cornice dell’abbazia di Follina. La morte è avvenuta a seguito di un malore improvviso che lo ha colpito venerdì, lasciando un grande vuoto nella sua famiglia e nella comunità. L’82enne lascia la moglie Maria, i figli Cristina con Maurizio, Stefano con Lara, i nipoti, i fratelli, la sorella, i cognati. Il funerale si terrà domani, alle 16 nel duomo di Pieve, dove questa sera alle 19.30 viene recitato il rosario. Non fiori, ma opere di bene. Al termine del rito funebre la salma proseguirà per la cremazione.
Ex infermiere
Originario di Sandrigo, nel vicentino, fino alla pensione Gregori aveva svolto con dedizione la professione di infermiere a Soligo, Pieve e infine a Conegliano. Molto attivo nella vita sociale pievigina, era iscritto al gruppo alpini di Pieve, di cui era stato a lungo anche consigliere, ed aveva fatto parte del team Eventi Venetando del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave.
Il ricordo
«Caro Flavio, hai posato lo zaino a terra, sei andato avanti, all’improvviso, senza preavviso – il ricordo degli amici del gruppo alpini guidato dal capogruppo Albino Bertazzon – Con la tua reflex hai segnato e documentato per tanti anni i principali eventi pievigini, con il tuo umorismo gentile hai ritratto la vita vera degli alpini e del volontariato, non ti tiravi mai indietro, la tua disponibilità per il bene comune era senza riserve. Anche venerdì (il giorno in cui è improvvisamente morto ndr) ti abbiamo cercato per un impegno che avevi preso, ma questa volta il male, che da infermiere ben conoscevi, ti ha fermato. Non ci sono parole per dirti quanto già ci manchi, continueremo a sentirti al nostro fianco anche in futuro. Ed ora vai in pace con la tua iconica macchina fotografica. In questo triste momento ci stringiamo tutti alla moglie Maria, ai figli e nipoti che sentiamo parte della nostra grande famiglia alpina». Numerosi i messaggi di cordoglio espressi, dall’amministrazione comunale pievigina a quella farrese, dall’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca a tanti semplici cittadini.