La Sicilia di Peppe Rizzo non è una terra da cartolina né un paesaggio immobile. È una materia inquieta: gli alberi diventano corpi, il vento si fa gesto, la luce apre varchi nelle cose conosciute. Da questa tensione nasce “Visioni”, la personale inaugurata il 9 agosto all’Hub Turistico di Santo Stefano Quisquina, promossa dall’associazione Via delle rondini e visitabile fino al 13 settembre.

La mostra riunisce un nucleo di lavori recenti, realizzati tra il 2023 e il 2026, e rende leggibile la continuità di una ricerca che Rizzo porta avanti da più di quattro decenni. La sua pittura procede per strati, sovrapposizioni, ripensamenti: ogni immagine conserva la freschezza del gesto ma rifiuta una forma definitiva. La quiete dei paesaggi è solo apparente; sotto le pennellate più calme affiora un movimento interiore, un continuo passaggio tra luce e ombra, permanenza e trasformazione.

Il valore di “Visioni” sta anche nel sottrarre il paesaggio siciliano alla cartolina e alla nostalgia. Nei dipinti di Rizzo una montagna diventa una condizione, un cielo può contenere insieme ansia e desiderio di volo, gli alberi assumono la presenza di corpi solitari e tenaci. La Sicilia interna non è dunque un fondale pittoresco, ma una lingua capace di interrogare questioni universali: il rapporto tra identità e cambiamento, l’appartenenza, lo spaesamento, la libertà e la resistenza di chi resta senza rinunciare a trasformarsi.

Nato a Santo Stefano Quisquina nel 1954, dove vive e lavora, Peppe Rizzo si forma nella Palermo degli anni Settanta, frequentando il liceo artistico e la Locanda degli Elfi, laboratorio creativo della scena underground cittadina animato, tra gli altri, da Fabrizio Lupo, Franco Scaldati, Ninni Truden e Toni Costagliola. Dalle iniziali visioni simboliste e psichedeliche, il suo percorso si è orientato verso una ricerca poetica sul paesaggio, riconoscibile per raffinatezza tecnica e coerenza espressiva. Dal 1980 le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive a Bergamo, Palermo, Roma e in diversi centri della Sicilia.

Accompagna la mostra il catalogo “Visioni”, pubblicato dalle Edizioni delle rondini nella collana “Zagàra”, con un testo di Salvatore Presti e la postfazione “Gli alberi ipnotici” di Salvatore Ferlita. Il volume approfondisce la centralità della luce, del viaggio e del processo creativo nella pittura di Rizzo e legge gli elementi naturali, in particolare gli alberi, come metafore di radicamento, memoria e ostinata resistenza. Il progetto grafico è di Valerio Rabante, le fotografie di Christian Reina.