di
Davide Stoppini
Esordio con il botto per i giallorossi, i due attaccanti regalano spettacolo: Grosso demolito
Dov’eravamo rimasti? Ventiquattro maggio, Roma in Champions League illuminata, sospinta, trascinata, presa per mano e coccolata da Dybala e Malen. Come le guide in montagna, segui loro e sei a posto. Rieccoci qui: tre mesi dopo, la partita totale della squadra di Gasperini all’esordio in campionato è nel genio di un argentino che dai tempi della Juventus — e neppure gli ultimi — non era così brillante dal punto di vista fisico, così reattivo, così «pieno». Il modo con cui si è infilato tra quattro avversari della Fiorentina per l’1-0, toccando con la punta verso Malen, è esemplare in questo senso. Dell’olandese, che dire? Al Mondiale in Usa il ct Koeman ha pensato bene di confinarlo prima all’ala e poi in panchina. Non ditelo a Gasperini. Lo scorso campionato Donyell aveva chiuso con un gol ogni 100 minuti, ora è ripartito con una tripletta segnando in tre modi diversi: di classe giocando col tacco la prima rete, di potenza la seconda, di istinto la terza.
La partita è stata senza storia, condotta dalla Roma a ritmi elevatissimi fin dal minuto uno e chiusa dal 4-0 di Pisilli. La Fiorentina non ha mai tenuto testa e poco hanno convinto pure le scelte di Grosso: Dodò, in odore di cessione, titolare a sorpresa e in costante difficoltà su Wesley, poco chiara pure la rinuncia a Kean che poi però è stato fatto entrare nella ripresa risultando il più pericoloso. L’unico, in verità. Sì, è vero, il centravanti è avviato verso il Como, con il quale ha già raggiunto un accordo: la definizione dell’affare — 43 milioni complessivi — è attesa a breve, Paratici ha già individuato il sostituto e tutti gli indizi portano all’olandese Emegha, di proprietà del Chelsea, la scorsa stagione allo Strasburgo. I viola hanno certamente l’alibi di una squadra in evidente costruzione, ma la sensazione è che siano più indietro di quanto lo stesso allenatore probabilmente immaginava. La Roma no.
Gasperini ha lanciato dal primo minuto il gioiellino Rodrigo Mora, che ha più di un numero nel suo repertorio e qualcosa ha fatto già intravedere. Koné ha dominato la scena, s’è pure intravista una curiosità tattica: sui rinvii dal fondo del portiere, Gasperini ha chiesto al difensore centrale Ndicka di andare a fare il centravanti. Aggiustamenti di una squadra che ha cominciato volando, spinta dall’ennesimo sold out dei suoi tifosi. Gasperini aspetta ancora un attaccante esterno. Chissà se dopo questa serata ai Friedkin non sia venuta la voglia di fare un ultimo sforzo.
24 agosto 2026 ( modifica il 24 agosto 2026 | 22:57)
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