Nonostante il lungo inseguimento, il francese non ha convinto Spalletti da centravanti: i bianconeri tornano sul norvegese dell’Atletico Madrid
Se non è una maledizione, quello del nove è un bel problema per Luciano Spalletti. Per risolverlo non è bastato mandare Lois Openda in esilio a Lione (gol al debutto), abbonare Jonathan David alla panchina o investire 38 milioni (più 12 di bonus) per Kolo Muani. Cambia tutto per non cambiare niente, tanto che nelle ultime ore è tornato di moda il vikingo Alexander Sorloth dell’Atletico Madrid, già trattato a giugno. Il toscano è passato dal gelo con l’ex ad Damien Comolli alla condivisione delle scelte con i nuovi dirigenti Giovanni Carnevali e Ricky Massara. Eppure lo sfogo nel post partita di Frosinone è sembrato più o meno lo stesso dei mesi scorsi. Diverso soltanto il protagonista: non più l’Openda o il David di turno, ma il corteggiatissimo Kolo Muani. Spalletti ha chiuso lo scorso campionato indicando la necessità di un centravanti fisico e d’area come Dusan Vlahovic, ancora a secco col Besiktas, e domenica ha iniziato la nuova stagione riproponendo il tormentone del bomber dopo gli errori sotto porta di Kolo Muani contro il Frosinone. “Randal deve anche rendersi conto che se non gioca da due anni un motivo ci sarà “. Dove finisce il tentativo di motivare Kolo, comincia quella frustrazione per il “9 originale” che periodicamente tormenta Luciano. Della serie: anche se Kolo non sarà sempre quello che si divora gol come quello di Frosinone, non basta. Questione di caratteristiche, status, gol. Per tutti questi motivi, più che Joshua Zirkzee del Manchester United, prenotato in tempi non sospetti, l’ex ct insiste per Sorloth. Nuovi contatti nelle ultime ore e stessa chiave: Nico Gonzalez. Alla Continassa sono tornati alla carica per uno scambio tra il norvegese e l’ala argentina, rientrata a Torino dopo un’annata positiva in prestito alla corte di Diego Simeone. Nico vuole giocare a Madrid e la Juventus spera che l’ex viola basti per abbassare le pretese degli spagnoli e arrivare al traguardo per lo scandinavo.
il confronto—
Già, i numeri non dicono tutto, ma qualcosa raccontano. Nel caso degli attaccanti anche di più. Sorloth non è Erling Haaland, suo compagno di nazionale, però nelle ultime tre stagioni ha sempre raggiunto i venti gol: 20 nel 2025-26 (con l’Atletico); 24 nel 2024-25 (Atletico); 26 nel 2023-24 (Villarreal). Kolo Muani vette simili le ha raggiunte soltanto nella magica stagione con l’Eintracht Francoforte: 23 centri nel 2022-23. Gli ultimi due anni del francese non sono stati certo da Scarpa d’oro e nemmeno molto diversi da quanto mostrato nel precampionato e nell’esordio bis di Frosinone. Il miglior Randal si è visto nei sei mesi di prestito in bianconero (gennaio-luglio 2025) con Thiago Motta e Igor Tudor in panchina. Dieci gol, ma non con la continuità di un Osimhen, tanto per citare un nove caro al tecnico di Certaldo. Kolo nel 2025 ha segnato 5 gol nelle prime tre uscite con la Signora (Napoli, Como, Empoli), poi due mesi esatti di digiuno (23 febbraio/23 aprile) e i timbri Champions con Monza, Lazio e Venezia. Firme accompagnate dalla doppietta nel 5-0 all’Al-Ain nella gara inaugurale del Mondiale per Club. In tutto 10 gol in 22 presenze. In precedenza mezza stagione al Psg (agosto 2024-gennaio 2025): 2 reti in 14 gare. E dopo la prima vita bianconera, un’annata in prestito al Tottenham (2025-26): 5 centri in 41 partite. Il nuovo atterraggio a Torino è stato duro almeno quanto le parole di Frosinone di Spalletti: al buon impatto nel derby d’Italia australiano contro l’Inter sono seguiti gli errori di mira nei test contro il Palermo e la Next Gen. Prove generali del film horror dello Stirpe: un tiro in porta, un tiro fuori. E soprattutto un’occasione divorata che gli rovinerà il sonno per qualche notte.
Attesa Zirkzee—
L’alternativa a Sorloth, uscita di David permettendo, resta Zirkzee, che può lasciare il Manchester United in prestito. L’ex Bologna non è un clone di Sorloth e non è una punta d’area alla Vlahovic: tutt’altro. Zirkzee è più un nove e mezzo, ma alla Continassa lo considerano un giocatore forte. La classica opportunità di fine mercato. Il ragionamento, in questo caso, ricalcherebbe quello di Max Allegri al tempo degli scudetti in serie con la Juventus: “L’importante è che arrivino giocatori bravi, poi un modo per metterli in campo lo troviamo”.
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