Il custode era stato convocato nei giorni scorsi insieme ad altri tre colleghi per essere sentito dai sostituti procuratori Maria Di Mulo e Massimo Trifirò. Un colloquio di rito, in qualità di testimone. Secondo quanto riporta Repubblica, però, a un certo punto l’audizione sarebbe stata sospesa. E all’uomo è stato comunicato, dopo lo stop al verbale, che la sua posizione era cambiata: da persona informata sui fatti a indagato. Il motivo? Proprio una serie di contraddizioni troppo lampanti rispetto a quanto avevano dichiarato gli altri dipendenti del Museo di Messina.