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GTA VI nella bufera hacker: video rubati, la minaccia di pubblicare il gioco. E il sospetto che sia tutta una truffa
SScienza e tecnologia

GTA VI nella bufera hacker: video rubati, la minaccia di pubblicare il gioco. E il sospetto che sia tutta una truffa

  • 25 Agosto 2026

A pochi giorni dall’anteprima su Netflix, l’attesissimo videogioco di Rockstar finisce al centro di un caso di presunta estorsione digitale

I leak, si sa, sono da sempre parte integrante della cultura videoludica: ogni titolo attesissimo, prima o poi, finisce per fare i conti con fughe di notizie, screenshot rubati o filmati non autorizzati che anticipano – spesso in modo parziale e distorto – ciò che gli sviluppatori avrebbero voluto svelare secondo tempi e modalità proprie. Più un gioco è atteso, più questo fenomeno si amplifica: la fame di informazioni da parte della community diventa terreno fertile per chiunque voglia guadagnare visibilità, consenso o, come vedremo, denaro. Ed è proprio ciò che sta accadendo con Grand Theft Auto VI, senza dubbio uno dei casi più eclatanti degli ultimi anni.

Da quando è stato annunciato in via ufficiale nel 2023, Grand Theft Auto VI è uno dei videogiochi più attesi dell’ultimo decennio. Complice un gap di oltre tredici anni dall’ultimo capitolo – Grand Theft Auto V, che tuttavia continua a macinare vendite (si parla di oltre 230 milioni di copie vendute) grazie a un massiccio supporto online costante negli anni – i fan del franchise firmato Rockstar Games attendono con impazienza il lancio della nuova iterazione. L’attesa e le aspettative dei giocatori sono, però, giustificate: sin dal suo annuncio, lo studio di sviluppo statunitense ha sempre preferito mostrare poco del gioco effettivo, alimentando inevitabilmente l’hype tra le fila degli utenti stessi. Una mossa strategica che Rockstar ha sempre adottato per le proprie opere videoludiche, andando in controtendenza rispetto ad altri sviluppatori che scelgono di sovraesporre i propri titoli con il rilascio costante di nuovi trailer, contenuti e first-look nei mesi e negli anni che precedono il lancio effettivo.



















































Come si confà al nome della sua etichetta, Rockstar, al contrario, è una vera e propria outsider, e preferisce costruire attorno ai propri giochi un vero e proprio media event. Non sorprende, dunque, che per svelare uno sguardo più approfondito sull’esperienza lo studio abbia scelto di affidarsi a una delle piattaforme over-the-top più importanti e diffuse nel panorama dell’intrattenimento, Netflix, con un’anteprima speciale programmata per il prossimo 27 agosto alle ore 21 (ora italiana) – disponibile in formato gratuito solo qualche ora più tardi. Una decisione che, tuttavia, non è stata esente da critiche: molti fan non hanno gradito la scelta di mostrare in anteprima GTA VI su una piattaforma a pagamento, di fatto “costringendo” gli utenti a sottoscrivere un abbonamento a causa della cosiddetta FOMO (Fear of Missing Out) – il timore di restare esclusi dal rapido chiacchiericcio che circola su web e social, perdendo così il “gusto” della condivisione collettiva di un evento dall’elevato potere mediatico come l’anteprima di questo attesissimo gioco.

A pochi giorni dalla messa in onda, però, i piani di Rockstar Games sarebbero stati mandati in fumo: un gruppo di hacker, noto come Cyberleek, avrebbe pubblicato online filmati che, a loro detta, sarebbero tratti da una build giocabile di Grand Theft Auto VI, che lo stesso gruppo minaccia di diffondere integralmente qualora il colosso del gaming non decidesse di soddisfare le sue istanze. E quali sarebbero, di preciso, queste rivendicazioni dietro l’atto di protesta? Semplice: la scelta di Rockstar Games di pubblicare il prossimo capitolo esclusivamente in formato digitale, anche nel caso in cui un utente decida di acquistare una versione pacchettizzata del titolo – all’interno della copertina rigida, infatti, sarà incluso soltanto un codice per scaricare la versione digitale del gioco. 

Una questione, questa, che è stata tra le più discusse e accese nei forum dei videogiocatori nel corso dell’estate, complice anche la decisione di Sony di rinunciare definitivamente al formato fisico per i propri titoli PlayStation a partire dal 2028. Una scelta che ha scatenato un vero e proprio “furor di popolo”, soprattutto perché mette a rischio il diritto di possesso della copia regolarmente acquistata: nel momento in cui un titolo viene rimosso dai server digitali, l’utente è infatti costretto a provvedere autonomamente alla sua conservazione su supporto esterno, pena la perdita completa del contenuto. A ciò si aggiunge una questione tutt’altro che secondaria legata alla preservazione stessa dei videogiochi: come sarà possibile tutelarne l’esistenza in futuro, se non esisteranno più supporti fisici in grado di conservarli?

Gli intenti del gruppo di hacker, tuttavia, sembrano celare ben altro. A quanto si apprende, dopo la prima pubblicazione dei filmati, Cyberleek avrebbe aperto un portale attraverso cui richiedere agli utenti donazioni in criptovalute, così da finanziare la pubblicazione di nuovi video dedicati a GTA VI; a questo si aggiunge un sito in cui gli utenti potrebbero votare, dietro pagamento in moneta virtuale, i prossimi leak da diffondere in rete. Una pratica illegale che, secondo alcune fonti, avrebbe fruttato agli hacker cifre superiori ai 400.000 dollari. Veri Robin Hood o semplici truffatori?

Se all’inizio queste voci sembravano i soliti leak destinati a confluire nel mare magnum di indiscrezioni che accompagnano abitualmente i giochi più attesi, a rafforzarne la veridicità è stato l’intervento tempestivo di Rockstar Games, che si è affrettata a rimuoverli dai vari canali su cui erano stati pubblicati. Take-Two, la società madre dello studio, ha presentato richiesta formale a Microsoft, Google, X Corp. e Discord per ottenere la condivisione di tutti i dati relativi agli account coinvolti nella pubblicazione e diffusione del materiale trapelato prima del lancio del gioco, inclusi quelli riconducibili a eventuali account OneDrive o Xbox collegati. In una richiesta di citazione in giudizio presentata lo scorso 20 agosto al Tribunale Distrettuale del Distretto Meridionale di New York, si legge che Take-Two, tramite i suoi legali, ha presentato una dichiarazione giurata che conferma che lo scopo della citazione in giudizio ai sensi del DMCA è quello di ottenere l’identità del presunto o dei presunti trasgressori e che tali informazioni saranno utilizzate esclusivamente per la tutela dei diritti di Take-Two. Ad oggi, questa resta l’unica comunicazione ufficiale sulla vicenda diffusa da Take-Two, mentre Rockstar Games ha scelto la strada del silenzio stampa, chiudendosi nel massimo riserbo.

Mentre la casa di sviluppo fa i conti con i presunti responsabili dei leak, nelle scorse ore ha iniziato a circolare su alcuni siti torrent anche un file da 113 GB, spacciato per una build funzionante di GTA VI. Peccato che al suo interno, come prevedibile, non vi sia alcuna traccia del gioco: si tratta, piuttosto, di un malware pensato per infettare i computer di chi tenta di eseguirlo. Il consiglio, va da sé, è di non scaricarlo né tantomeno installarlo. 

Quanto accaduto racconta bene la posta in gioco quando un titolo raggiunge i livelli di attesa di GTA VI: non più semplici indiscrezioni tra appassionati, ma un terreno in cui si intrecciano interessi economici, tutela della proprietà intellettuale e persino rischi concreti per la sicurezza informatica degli utenti. La vicenda Cyberleek mostra come il confine tra “fuga di notizie” e vera e propria estorsione digitale sia ormai sempre più sottile, e come le case di sviluppo siano costrette a rispondere con gli strumenti legali a disposizione per arginare un fenomeno che, in casi come questo, smette di essere folklore videoludico per trasformarsi in un problema di sicurezza e di tutela del lavoro creativo. Nell’attesa che la vicenda giudiziaria faccia il suo corso, l’appuntamento per i fan resta comunque fissato: Grand Theft Auto VI arriverà su PlayStation 5 e Xbox Series X|S il 19 novembre 2026.

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25 agosto 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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