Inutile dire che un taglio con l’accetta di questo tipo abbia fatto infuriare il pubblico che non ha, giustamente, gradito un’interruzione così brusca della visione. Gli spettatori davanti al secondo canale Rai per guardare il film di Ron Howard erano 691.000 – per uno share pari al 5.8% -: ci si chiede come mai quello che dovrebbe essere il servizio pubblico non presti attenzione a questi dettagli, mancando di rispetto al pubblico sempre perché, evidentemente, qualcuno pensa che d’estate tutto sia lecito. Sarebbe ora che, soprattutto la Rai, si rendesse conto che non è così e che non è giusto togliere il gusto di una visione agli italiani che pagano il canone e che aspettano le 21.30 per la prima serata.
Immediata l’ondata di critiche e di polemiche che, nel giro di poche ore, si è radunata sotto gli account ufficiali Rai, con centinaia di spettatori risentiti per non essere riusciti a vedere il finale del film che avevano iniziato. Ammettere, una volta per tutte, che gli italiani non sono in ferie da giugno ad agosto – come testimonia, per esempio, il successo al cinema di film come l’Odissea e il nuovo capitolo di Spider-Man – dovrebbe essere il punto di partenza per un settore audiovisivo che, specie nel nostro Paese e con la Rai capolista, pecca in sciatteria e noncuranza.