Nel 2023 C’è ancora domani, primo film da regista di Paola Cortellesi, irrompeva in sala con la sua carica malinconica e potentissima, sancendo un periodo d’oro per il cinema italiano nel mondo e consacrando l’attrice, per la prima volta dietro la macchina da presa, come voce nuova e necessaria di storie dolorose ma autentiche come quelle della sua Delia, che vive con dignità e nel silenzio le violenze quotidiane del marito Ivano (Valerio Mastandrea) in un’Italia distrutta dalle bombe della seconda guerra mondiale ma desiderosa di guardare verso il futuro con occhi nuovi.

“Il mio secondo film non sarà un sequel emotivo del primo”

Quel debutto aveva fruttato ben 36 milioni di euro al box office, diventando uno spartiacque non solo nella cinematografia del nostro paese ma anche nella carriera di Cortellesi, poliedrica attrice, caratterista e comica oggi entrata in una nuova fase della sua attività artistica. Nell’ottobre 2025, incalzata sui suoi progetti futuri allo YouTopic Fest 2025, l’attrice aveva anticipato di essere al lavoro su un nuovo film con il dream team di sceneggiatori con cui ha scritto C’è ancora domani, ovvero Furio Andreotti e Giulia Calenda. “C’è un nuovo progetto che sto sviluppando e lo stiamo scrivendo in tre. Siamo un gruppo affiatato. Ma attenzione, non si può pensare al secondo film come al sequel emotivo del primo. Sono felice, ovviamente, del successo che è stato. Ma per poter creare qualcosa di autentico, il nuovo progetto deve essere una cosa a sé, con un argomento forte e coinvolgente”.

L’attrice si era detta felice del successo ottenuto con il film d’esordio, ma anche pronta a ripartire e ad accettare gli eventuali alti e bassi dei suoi prossimi lavori. “Spero solo di poter avere sempre la libertà di dire la mia. Vorrei essere sempre fiera di me“.

Finché dura, cosa sappiamo del nuovo film di Paola Cortellesi

Nei giorni scorsi Adnkronos ha rivelato il titolo provvisorio del nuovo progetto della regista, Finché dura, pur senza poter anticipare altro su trama, cast e data d’uscita: è tutto blindatissimo. Quello che sappiamo è che le riprese inizieranno a settembre a Cinecittà, culla del cinema italiano. Come già anticipato dalla stessa Cortellesi, insieme a lei alla scrittura di questo nuovo progetto torneranno nuovamente Andreotti e Calenda.

La carriera di Paola Cortellesi è un’escalation di successipaola cortellesi e riccardo milanipinterestMARCO RAVAGLI//Getty Images

Paola Cortellesi e Riccardo Milani

C’è chi ancora la ricorda al suo primo, vero esordio televisivo, nella trasmissione Macao firmata da Gianni Boncompagni e condotta da Alba Parietti. Chi ancora canta le canzoni di Peera Williams (Non mi chiedermi su tutte, un must) sul palco degli show della Gialappa’s Band e chi ancora rimpiange il sodalizio artistico con Fabio De Luigi, irresistibile compagno di avventure. Raccontare la carriera di Paola Cortellesi, romana, classe 1974, significa addentrarsi in meandri densi di esperienze televisive e ruoli cinematografici brillanti (quello in Nessuno mi può giudicare del 2011 le è valso il David di Donatello), tra serie (quella su Maria Montessori per Canale 5, il recente Petra su Sky) e musica (una sua grande passione (oltre ad aver partecipato a diversi video musicali tra cui quello del brano La descrizione di un attimo dei Tiromancino ha inciso anche dei singoli, tra cui Non mi chiedermi, e collaborato agli album di alcuni artisti italiani, da Samuele Bersani a Claudio Baglioni).

Sposata con il regista Riccardo Milani dal 2011 (dopo 9 anni di fidanzamento), Cortellesi è mamma di una figlia, Laura, nata nel 2013. Nel 2013, del rapporto con il marito e collega, aveva detto a Oggi: “Litighiamo nella dose legale minima insita nel matrimonio. Lui è impetuoso, però è il mio primo fan. Mi offre sicurezza. Percepisco protezione. È fantastico confrontarsi e crescere insieme. A casa ci portiamo il lavoro fatalmente, non le tensioni. Che restano sul set”. E sulla figlia, oggi tredicenne (su Repubblica): “Laura è indipendente. Questo suo aspetto del carattere mi piace molto. Cosa le insegno?
A piacersi, ad ascoltarsi, soprattutto a non sentirsi mai sbagliata. Se in qualcosa è diversa o pensa di non corrispondere a un modello, è solo un regalo: credo che la cosa più importante sia l’unicità”.

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