“Prosegue l’escalation dei prezzi dei carburanti. La benzina in autostrada sta per raggiungere la soglia di 2,1 euro al litro, mentre il gasolio è da tre giorni stabilmente sopra il limite di 2,2 euro, 2,207 euro da 2,204 di ieri, un valore inferiore a quello del 28 luglio, pari a 2,250, giorno di entrata in vigore del decreto che ha tagliato le accise di 14 cent, sconto che in pratica è stato oramai vanificato”, ha commentato anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. “Se il Governo non lo rinnovasse nemmeno, quando invero andrebbe raddoppiato, il prezzo del gasolio andrebbe oltre la soglia di 2,3 euro, raggiungendo i 2,378 euro al litro in autostrada e i 2,307 nella rete stradale, diventando così il gasolio più caro di sempre”, ha aggiunto Dona. “Invece di buttare la palla in Europa, chiedendo a loro di tassare gli extraprofitti, così da poter avere una scusa per dare la colpa ad altri, il Governo dovrebbe assumersi la responsabilità di tagliare le accise di 30 cent per il gasolio e di 14 per la benzina, invece di continuare a starsene in vacanza e di non convocare un Consiglio dei ministri”, ha concluso il presidente dell’Unione nazionale consumatori.

 

Per approfondire: Caro carburanti, come potrebbe funzionare una tassa sugli extraprofitti