di
Monica Ricci Sargentini

Putin, con un decreto, commissaria le infrastrutture critiche. Rinviata la missione di Witkoff e Kushner

«La Gran Bretagna continua ad aggiungere benzina sul fuoco». Mentre salta una nuova missione a Mosca degli emissari di Donald Trump, il Cremlino alza i toni contro Londra e Vladimir Putin stringe il controllo sulle infrastrutture esposte agli attacchi ucraini. Sono tre segnali del fatto che l’escalation restringe lo spazio della diplomazia e costringe Mosca a difendere il fronte interno.

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A puntare l’indice contro il Regno Unito è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, nel giorno in cui il premier britannico Andy Burnham ha scelto Kiev per il suo primo viaggio all’estero. Londra permetterà alla società europea Mbda di condividere con l’Ucraina informazioni riservate sui componenti britannici dei missili da crociera Scalp, per consentire a Kiev e Parigi di avviarne l’assemblaggio nel Paese. La Francia aveva già accettato di fornire il proprio know-how, ma serviva il via libera di Londra.

Lo Scalp è la versione francese dello Storm Shadow britannico, sviluppato con tecnologie condivise: un missile aviolanciato di alta precisione, difficile da individuare, capace di colpire bunker e infrastrutture a oltre 250 chilometri. Non è noto quanto i progetti siano avanzati e, secondo gli esperti, i primi missili operativi non arriveranno prima del 2027.

«La Gran Bretagna è coinvolta in questa guerra dalla parte del regime di Kiev», ha detto Peskov, accusando Londra di escogitare «piani per impedire anche il minimo progresso verso una soluzione pacifica». Il portavoce ha aggiunto che le forze russe stanno già raccogliendo informazioni per localizzare e distruggere gli impianti missilistici. Burnham ha respinto le «minacce scandalose» di Mosca con una domanda: «Chi ha appiccato l’incendio?». Poi ha invitato gli alleati a mettere a disposizione le scorte di difesa aerea e a ridurre la capacità russa di finanziare la guerra.

Mentre lo scontro con Londra si inasprisce, si ferma il tentativo americano di riaprire un canale con Ucraina e Russia. La visita di Steve Witkoff e Jared Kushner a Kiev e Mosca, ipotizzata entro la fine di agosto, è stata rinviata. Lo ha riferito la Tass citando una fonte anonima, senza conferme ufficiali da Washington. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov aveva detto che Putin era pronto a ricevere i due emissari, ma che tutto dipendeva dalle proposte portate al tavolo. Secondo Ivan Timofeev, direttore generale del Consiglio russo per gli Affari internazionali, manca un’agenda solida. «Ogni negoziato richiede almeno una prospettiva teorica di soluzione», ha spiegato. Gli attacchi ucraini invece si intensificano e la Russia risponde. Timofeev giudica positivo che gli scambi tra Mosca e Washington continuino, ma non ne vede risultati concreti.

Sul fronte interno Putin risponde alla vulnerabilità russa con il decreto numero 604. Il testo richiama la legge costituzionale sulla legge marziale e il «crescere delle minacce alla sicurezza» durante quella che il Cremlino continua a chiamare «operazione speciale». Il provvedimento consente allo Stato di imporre una gestione temporanea sulle infrastrutture critiche i cui proprietari non abbiano adottato misure di sicurezza adeguate, anche contro i droni, o tardino a ripristinare gli impianti danneggiati. La definizione comprende energia, industria, telecomunicazioni, servizi pubblici, trasporti, centrali nucleari, logistica e magazzini.

Il governo potrà assumere il controllo, su istruzione del presidente, non soltanto di immobili e impianti ma anche di titoli, quote societarie e diritti patrimoniali. La gestione passerà di norma a Rosimushchestvo, l’agenzia federale del patrimonio, con i poteri del proprietario ma senza il diritto di vendere i beni. Non è fissata una scadenza e la restituzione potrà avvenire soltanto per decisione del governo; i costi saranno coperti con i ricavi delle attività commissariate.

Il decreto arriva dopo una raffica di attacchi contro raffinerie e centri di distribuzione. Dal 18 luglio sono stati colpiti almeno ventiquattro magazzini di Wildberries; Ozon, il secondo colosso russo del commercio online, ha denunciato sei strutture bersagliate in tre giorni e ieri il titolo ha perso quasi il 30 per cento alla Borsa di Mosca. Cinque giorni fa Putin aveva ordinato un programma pubblico per ricostruire i depositi distrutti. Ora agli aiuti affianca la minaccia del commissariamento: le imprese dovranno finanziare e dimostrare l’efficacia della propria protezione, mentre lo Stato si riserva il diritto di prenderne il controllo. 

25 agosto 2026 ( modifica il 25 agosto 2026 | 13:14)