di
Valentina Santarpia

La scelta editoriale sul canale 57, dove ormai da due anni andavano in onda solo repliche. Interrogazione parlamentare del Pd

Dal 1° ottobre il canale 57 del digitale terrestre non trasmetterà più Rai Scuola, che cesserà definitivamente le proprie trasmissioni senza spostarsi su altre frequenze. Al suo posto debutterà Italiana, nuovo progetto editoriale della Rai dedicato al racconto dell’identità italiana e dei territori. «Sopprimere un presidio che da oltre vent’anni svolge una funzione fondamentale nell’informazione, nella divulgazione scientifica e culturale e nel sostegno alla didattica sarebbe una scelta grave e incomprensibile», protesta Stefano Graziano, deputato del Partito democratico, già capogruppo Pd in commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, primo firmatario di un’interrogazione a risposta orale ai ministri delle Imprese e del made in Italy e dell’Istruzione e del merito, Adolfo Urso e Giuseppe Valditara, sottoscritta anche dalle deputate e dai deputati Pd Irene Manzi, Anna Ascani, Ouidad Bakkali, Vinicio Peluffo, Nico Stumpo, Antonio Nicita e Francesco Verducci.  

«Chiudere Rai Scuola sul digitale terrestre per sostituirla con un canale dedicato alle ‘emozioni identitarie’ è una scelta che dice molto dell’idea di servizio pubblico dei vertici dell’azienda», incalzano la vicepresidente della Camera e deputata Pd Anna Ascani e la capogruppo dem in commissione Cultura e Istruzione a Montecitorio, Irene Manzi. «Per anni – spiegano – Rai Scuola ha garantito un’offerta interamente dedicata alla divulgazione, alla scienza, alla cultura e alla formazione, assolvendo a una funzione essenziale del servizio pubblico». L’esperienza era nata da una convenzione tra Rai e Ministero dell’Istruzione nel 1964 ed è stata rinnovata per cinquant’anni, fino al 2014, con il nome Rai Scuola adottato dal 2009.  ⁠Anche dopo il 2014 (con la nascita di Rai cultura, che comprende anche Rai Scuola, Rai Storia e Rai 5) è rimasta in piedi, seppur con risorse altalenanti e negli ultimi anni drasticamente in calo, diventando via via sempre di più un canale dedicato alla scienza.- ⁠Con la pandemia, Rai scuola ha trovato una nuova ragione di essere e un nuovo posizionamento, passando dal 146 al 57 del digitale terrestre. Ma non ci sono nuove produzioni da tempo: chi segue Rai scuola avrà visto molte repliche in questi ultimi due anni. Repliche che continueranno a essere disponibili su Rai Play. Il post con cui una delle conduttrici, la giornalista scientifica Silvia Bencivelli, ha salutato il pubblico, ha avuto, come racconta lei stessa su Facebook, «quasi 700k visualizzazioni e più di 38k interazioni solo in una giornata (a cavallo tra sabato e domenica, in agosto, roba che contravviene tutte le regole del mondo social!)» e lei personalmente ha «ricevuto messaggi di solidarietà anche da parte di scienziati: Rai Scuola ha dato voce alla scienza italiana e lo ha fatto con l’orgoglio del suo ruolo di promotrice della cultura, più che con lo spirito della difesa di un territorio o di una nazione. Del resto la scienza non ha frontiere, ed essere sostituiti da un canale che parla di identità nazionale, personalmente, lo vivo come un doloroso paradosso- aggiunge. Poi magari ci sarà anche spazio per un programma sui luoghi della scienza in Italia e sulle collaborazioni internazionali che coinvolgono i nostri ricercatori, o che ne so: di idee possiamo farcene venire tante. E la Rai ha mille risorse», chiosa Bencivelli, annunciando che su Change.org è stata lanciata una petizione per salvarla, firmata già da oltre 37 mila persone.



















































La petizione e la speranza che si replichi il caso di Rai storia

«La cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte!», si legge nell’appello. «Chiediamo alla RAI e alle Autorità competenti di mantenere aperto Rai Scuola, investendo nei contenuti educativi che hanno arricchito la nostra società e formato generazioni di italiani». Dalla piattaforma ricordano che «la chiusura di Rai Scuola arriva dopo il ridimensionamento dei contenuti culturali di Rai Tre e la conversione di Rai 5 in un canale dedicato al territorio, in una più ampia riorganizzazione dell’offerta motivata, secondo l’azienda, dalla volontà di recuperare quote di share. Un percorso che ricorda quanto accaduto nel 2020 con l’annuncio, poi ritirato, della chiusura di Rai Storia: anche in quel caso una petizione online aveva raccolto decine di migliaia di firme, contribuendo a far tornare l’azienda sui propri passi».

Ma la Rai non sembra aver colto le proteste perché ha già annunciato con un comunicato che dal 1° ottobre 2026, sul canale 57 del Digitale terrestre, partirà Canale Territorio con «Italiana». «Un progetto che affonda le radici in tutto quello che rappresenta l’enorme successo del racconto italiano realizzato in esterna, fuori dallo studio. Un modo nuovo, ma collaudato, per raccontare l’Italia con diverse realtà narrative che si basa sul successo e sull’esperienza ormai decennale di “Linea Verde” con la guida del direttore Angelo Mellone». Il canale, si legge ancora nel comunicato ufficiale, «si propone come racconto emotivo e crossgenerazionale dell’Italia. Il concept valorizza un “mosaico” di persone, paesaggi, tradizioni e trasformazioni, con focus su luoghi/borghi, artigianato e impresa, made in Italy, natura/ambiente, enogastronomia, turismo del patrimonio, eventi/folklore, innovazione e sostenibilità, musica/cultura popolare». 


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25 agosto 2026 ( modifica il 25 agosto 2026 | 18:40)