Mai era successo che tanti giovani azzurri segnassero alla prima giornata. Il ct esulta e studia nuove soluzioni per il suo secondo debutto in Nazionale in vista delle gare di Nations League
Quattro ragazzi con i gol e un messaggio sulle spalle. Andando in rete alla prima giornata di campionato, l’esame l’hanno già superato. La Serie A riparte mettendo in vetrina i suoi giovani italiani come raramente era accaduto in passato. Il primo weekend della stagione è una sorta di manifesto della nuova generazione: Pio Esposito, Alessandro Romano, Niccolò Pisilli e Alphadjo Cissè hanno subito lasciato il segno. Mazzini l’avrebbe chiamata “Giovine Italia”: rivoluzionaria perché appena sbocciata. Mancini invece si sfrega le mani, guardando i talenti rampanti che hanno rubato la scena in avvio di stagione. È calcio d’agosto, certo, ma agosto è anche mese di decisioni. E da questo primo weekend il ct può ricavare indicazioni interessanti in vista delle quattro partite di Nations League contro Belgio, Turchia (due volte) e Francia, che si disputeranno tra settembre e ottobre.
conferme pio e pisilli—
Il nome che parte più avanti degli altri è quello di Pio Esposito, classe 2005. L’attaccante dell’Inter sta dimostrando una continuità difficile da ignorare, anche se quel posto accanto a Lautaro Martinez sembra appartenere di diritto a Thuram. Già è nel giro della Nazionale, con cui ha una specie di debito dopo la prestazione negativa nello spareggio con la Bosnia che ci è costato il Mondiale. Niccolò Pisilli (2004) non è nuovo a un certo tipo di elogi e la guida di Gasperini può essere ideale per la crescita, sua come di Emanuele Lulli (2007), un altro giovane che il tecnico della Roma ha voluto lanciare addirittura da titolare contro la Fiorentina. Venendo ripagato con una prova molto solida.
sorprese romano e cissè—
A Parma è stato invece Alessandro Romano a prendersi la scena. Il centrocampista del Cagliari ha deciso la sfida del Tardini e lo ha fatto mostrando qualità che vanno ben oltre la splendida conclusione dalla distanza che regalato i tre punti ai rossoblù. Nato nel 2006, è svizzero e andrà convinto a scegliere l’Italia come nazionale di eleggibilità. Il più “anziano” del nuovo corso è Antonio Vergara, classe 2003, che l’anno scorso si è persino concesso un gol al Chelsea in Champions League. Non ha ancora molto da dimostrare, ma c’è tanto da scoprire: il tacco con cui ha mandato in porta De Bruyne a Marassi è un saggio di tecnica pura. Dulcis in fundo c’è Alphadjo Cissè, che al Milan ha conquistato Amorim prima ancora di scendere in campo, confermando tutte le impressioni positive dell’allenatore contro il Torino. Una sua prodezza, infatti, sblocca la contesa e in men che non si dica i rossoneri e la Nazionale hanno trovato il fantasista che cercavano. Cissè è nato due mesi dopo il trionfo dell’Italia a Berlino nel 2006. Oggi invece, con queste premesse, la prospettiva di tornare ai Mondiali non è un’ingenua speranza, ma sano ottimismo.
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