di
Federica Maccotta
La notizia diffusa via social dai familiari: «Dopo una vita passata indossando strass, riposa in pace». Era malata da tempo
Dolly Parton, cantante e attrice statunitense, considerata «regina» del country, è morta all’età di 80 anni. Era malata da tempo. La notizia è stata diffusa via social dai familiari. Pochi giorni fa aveva annunciato un musical per il suo compleanno e un museo dedicato a lei, Life of Many Colors a Nashville.
Bryan Seaver, suo nipote, in un video pubblicato sui social, ha annunciato la morte della zia, come da lei chiesto. «È un onore misto a orgoglio e grande tristezza, ma la tristezza è con noi e non con Dolly. Ma Dolly adesso è nella luce e nella braccia di Gesù». E ha continuato: «Ha aperto le porte per generazione di cantanti, musicisti e sognatori di qualsiasi continente. Grazie al suo esempio crediamo che tutto sia possibile, non ha mai visto una porta che non poteva aprire. Le porte che ha aperto hanno cambiato la storia».
Per gli americani (e non solo) Dolly Parton era una di famiglia, icona e vicina della porta accanto insieme. «Io e la mia famiglia condividiamo tanti ricordi di Dolly, e anche voi: è sempre stata nella vostre tv, nei vostri giradischi, nella vostre playlist, diventando un’estensione della vostra famiglia».
E alla fine conclude: «Dolly era una ragazza di campagna come suo padre, ha coltivato la terra e la canzoni e la felicità. Dolly mi ha chiamato e mi ha detto che volve a riposare in un bellissimo letto di cotone, perché dopo una vita passata a indossare degli strass finalmente aveva il diritto di stare comoda. Riposa in pace, zia Dolly».
Nata nel 1946 sulle Great Smoky Mountains, in Tennessee, quarta di dodici figli di una famiglia molto povera, Dolly Parton ha iniziato a cantare da bambina nelle radio locali. L’hanno resa famosa a livello globale brani come Jolene e 9 to 5, ma il suo nome è legato anche I Will Always Love You: scritta nel 1973 per il suo mentore Porter Wagoner, la canzone è stat reinterpretata da Whitney Houston per il film The Bodyguard.
Oltre a lasciare una traccia indelebile nella musica, Dolly Parton negli Stati Uniti si è imposta come un’icona, tra parrucche bionde cotonate, abiti scintillanti, un’estetica volutamente esagerata. È stata attrice candidata all’Oscar, imprenditrice visionaria (fondando il parco a tema Dollywood), accesa sostenitrice dei diritti civili, filantropa: la sua fondazione, la Imagination Library, ha donato oltre 200 milioni di libri ai bambini di tutto il mondo, in omaggio al padre analfabeta.
A dispetto del suo aspetto da Barbie country, Parton era una imprenditrice di successo. Nel 2022 Forbes l’aveva inserita tra le self made women più ricche: «Sembro una donna, ma penso come un uomo. Ho fatto affari con uomini che pensano che sia stupida come sembro: appena si accorgono che non lo sono, prendo i soldi e me ne vado».
Nella sua ultima intervista, solo pochi giorni fa People, aveva spiegato: «Sto affrontando alcuni problemi di salute a cui non avevo prestato attenzione quando mi prendevo cura di Carl», riferendosi all’assistenza prestata a suo marito Carl Thomas Dean, scomparso nel marzo 2025 a 82 anni. Aggiungendo che non era la prima volta che aveva problemi di salute e che «anche se sono ancora in fase di recupero, continuo a lavorare».
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25 agosto 2026 ( modifica il 25 agosto 2026 | 20:56)
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