di
Giampaolo Chavan e Francesco Sergio

Serata degenerata sabato sera a Cerea, caos tra una cinquantina di ragazzi: il coetaneo che l’ha colpito si è costituito dopo due giorni

A 18 anni è stato colpito alla testa da una bottiglia scagliata da un suo amico sabato sera a Cerea, un paese della Bassa Veronese. Al momento è tenuto in vita dalle terapie di supporto in Terapia intensiva neurochirurgica dell’ospedale di Borgo Trento, dove è stato trasportato dopo un primo ricovero a Legnago. Le sue condizioni sono disperate e nelle prossime ore e comunque entro domani potrebbe riunirsi la commissione per stabilire la morte cerebrale e decretarne così il decesso.

Una rissa con una cinquantina di ragazzi

Il responsabile dell’aggressione, uno studente diciannovenne (entrambi sono italiani di seconda generazione), si è costituto il 24 agosto dai carabinieri di Legnago e ora si trova in carcere a Montorio. Per il momento l’accusa parla di tentato omicidio ma, nel giro di poche ore, il capo d’imputazione potrebbe aggravarsi in omicidio preterintenzionale. Ora si è in attesa dell’udienza di convalida del fermo, chiesto dal pm Stefano Bissaro, che, però, non è stato ancora fissato. È l’epilogo di una lite avvenuta durante una rissa forse di una cinquantina di ragazzi in un parcheggio del centro nella Bassa Veronese nella notte tra sabato e domenica. Dalle prime indiscrezioni i protagonisti di questa tragica vicenda si sono ritrovati tra le 2 e le 3 della notte fra sabato 22 e domenica 23 agosto al baldacchino dei panini in via Mantova, lungo la statale al confine tra Cerea e Casaleone, dopo aver passato presumibilmente la serata alla Piscina delle Rose di Casaleone.



















































Il ragazzo si è costituito

Per motivi ancora in fase di accertamento, si sarebbero ritrovati una cinquantina di giovani, è iniziata una maxi rissa che si è conclusa in tragedia: l’aggressore ha impugnato una bottiglia e ha tramortito la vittima, caduta in terra in fin di vita. Ora il diciottenne lotta tra la vita e la morte e si è in attesa della dichiarazione di morte cerebrale delle autorità sanitarie dell’ospedale di Borgo Trento a Verona. La causa del gesto violento non è nota almeno fino a questo momento neanche ai difensori che hanno avuto un incontro con il loro assistito nella saletta riservata ai colloqui nel carcere veronese. Il responsabile del gesto, studente in un istituto a Bovolone, è apparso particolarmente scosso. Lunedì 24 agosto, ha contattato i suoi legali e ha chiesto di costituirsi nella caserma dei carabinieri di Cerea e non ha tentato in alcun modo di darsi alla fuga consapevole, evidentemente, della gravità del gesto appena compiuto.

Il sindaco: «Assurdo, un punto di non ritorno»

«È una notizia tragica, che segna la nostra comunità», ha commentato il sindaco di Cerea, Marco Franzoni, «questo gravissimo episodio segna un punto di non ritorno, perché arrivare a perdere la vita per futili motivi, considerato che sembra essere questo il movente delle lite tra i due ragazzi, è veramente assurdo». Anche la deputata di Forza Italia, Paola Boscaini, esprime «profonda tristezza» per quanto accaduto a Cerea. «Fatti come questi – dichiara in una nota – ti fanno sentire impotente, perché purtroppo i casi di violenze e vittime tra i giovani continuano a essere numerosi. Ci si chiede cosa si possa fare, perché le leggi repressive ci sono, eppure evidentemente non bastano. Come non basta l’enorme lavoro sociale che fanno associazioni, scuole e parrocchie per includere tanti ragazzi in attività ludiche, culturali e sportive».


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25 agosto 2026 ( modifica il 25 agosto 2026 | 18:52)