di
Gennaro Scala
La rivolta social contro la governance Fifa dopo il caso dei fondi privati per i Mondiali. Tra i sostenitori Petit, Pires, Lizarazu, l’ex interista Dacourt, Drogba e Veron. Mentre Eto’o si schiera con il presidente: «Ha cambiato il calcio»
Una fronda dissidente guidata da numerose leggende del calcio mondiale attacca il presidente della Fifa, Gianni Infantino. Con un’azione coordinata sui social network, numerosi ex campioni, stelle della Premier League e icone del calcio internazionale hanno lanciato un atto d’accusa contro l’attuale governance del calcio mondiale. Lo slogan che rimbalza da un profilo Instagram all’altro è un ultimatum: «Enough is Enough» (Quando è troppo è troppo).
La scintilla che ha fatto esplodere la protesta è il recente progetto del piano d’investimento promosso da Infantino. L’idea, poi abbandonata a seguito delle fortissime pressioni esercitate da Uefa, Concacaf e Afc, prevedeva il trasferimento dei ricavi commerciali della Coppa del Mondo a una società aperta a investitori privati. Un’operazione finanziaria che i calciatori hanno interpretato come l’ennesimo strappo rispetto alle radici popolari dello sport.
«Il cambiamento è necessario — si legge nel post congiunto condiviso dalle leggende —. Il potere ha offuscato la capacità dell’attuale dirigenza di distinguere tra i propri interessi e ciò che è meglio per il calcio». Sebbene Infantino non venga mai nominato direttamente, il bersaglio del documento è inequivocabile: «Condividiamo esattamente le stesse preoccupazioni di milioni di tifosi in tutto il mondo. Abbiamo visto lo sport che amiamo allontanarsi dai suoi valori fondamentali». I firmatari denunciano una gestione verticistica e sorda alle esigenze del campo: «Per troppo tempo abbiamo dovuto assistere a decisioni cruciali prese senza che i giocatori venissero consultati o coinvolti, e senza alcun rispetto per i tifosi che mantengono in vita questo sport».
Il fronte del dissenso è guidato da un folto stuolo di ex stelle del calcio francese. Tra i primi a pubblicare il manifesto i campioni del mondo del 1998 Emmanuel Petit, Robert Pires e Bixente Lizarazu, affiancati da Mikael Silvestre (cinque volte vincitore della Premier League con il Manchester United e, ironia della sorte, membro di una commissione Fifa contro il razzismo) e dall’ex interista Olivier Dacourt.
Il movimento ha assunto rapidamente una dimensione globale, raccogliendo le adesioni di campioni del calibro di Didier Drogba, Juan Sebastián Verón, Emmanuel Adebayor, Claudio Pizarro e dell’ex portiere della nazionale inglese David James. La protesta ha toccato anche il calcio femminile, con l’appoggio di Briana Scurry, portiere degli Stati Uniti, e della stella della nazionale inglese ancora in attività, Lucy Bronze. A blindare politicamente la rivolta è arrivato anche il sostegno ufficiale di Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori.
Nonostante l’isolamento in Europa e nelle Americhe, Infantino conserva alleati strategici. Il presidente della federazione camerunense — un altro ex campione interista — Samuel Eto’o, è sceso pubblicamente in campo in difesa del numero uno della Fifa: «Il presidente Gianni Infantino ha cambiato il calcio», ha dichiarato l’ex attaccante dell’Inter alla Cnn. «Ha dato a nazioni che prima non avevano alcuna chance la possibilità di partecipare alla Coppa del Mondo». Secondo Eto’o, l’ondata di critiche sarebbe puramente strumentale e legata alle scadenze elettorali: «Tutto questo sta accadendo solo perché si avvicinano le elezioni».
La Confederazione Africana (CAF), guidata da Patrice Motsepe, ha confermato il proprio blocco di voti a favore del presidente svizzero-italiano. Tuttavia, il cammino verso le elezioni presidenziali di marzo 2027 a Rabat si preannuncia infuocato. Sebbene Infantino sia al momento l’unico candidato ufficiale, il presidente della UEFA Aleksander Ceferin ha già annunciato battaglia dai microfoni del podcast The Rest is Politics: «Se si presenterà alle elezioni, schiereremo un controcandidato». Il nome più quotato per la sfida è quello del canadese Victor Montagliani, presidente della Concacaf.
25 agosto 2026 ( modifica il 25 agosto 2026 | 18:55)
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