Al Photofest Immagini sul Lago 2026, GENOS il progetto artistico di Ivana Galli coinvolge le famiglie in un grande ritratto collettivo tra identità, memoria e generazioni
Chi assomiglia a chi?
È una domanda semplice, quasi un gioco che accompagna da sempre le fotografie di famiglia.
“Ha gli occhi di sua madre”.
“Quel sorriso è identico a quello del nonno”.
“Da giovane tuo padre era proprio come te”.
Dietro queste frasi quotidiane si nasconde però qualcosa di più profondo: il filo invisibile che attraversa le generazioni e che, attraverso i volti, i gesti e le somiglianze, racconta la storia di una famiglia.
Da questa riflessione nasce GENOS, il progetto artistico della fotografa e artista visiva Ivana Galli, che sarà protagonista della quarta edizione del Photofest Immagini sul Lago, in programma dal 19 al 27 settembre 2026 sul Lago di Bracciano.
“Siamo sempre uno, ma con qualcun altro prima di noi”
È questa la frase che accompagna GENOS e ne racchiude forse meglio il significato.
Ivana Galli conduce da tempo una ricerca artistica sui temi dell’identità, della memoria, del corpo e della trasformazione. In GENOS questa ricerca incontra le famiglie e il territorio.
Durante il Photofest, l’artista realizzerà a Trevignano Romano un set fotografico aperto alle famiglie, coinvolgendo genitori, figli, fratelli, sorelle, nonni e altri componenti del nucleo familiare.

L’obiettivo non è semplicemente realizzare un bel ritratto.
GENOS vuole osservare ciò che passa da una generazione all’altra e ciò che invece cambia: i lineamenti, le espressioni, le somiglianze, le differenze e quelle piccole tracce attraverso le quali riconosciamo qualcosa di noi stessi nelle persone che ci hanno preceduto.
Due volti, una nuova immagine
Il cuore visivo del progetto è particolarmente suggestivo.
Ivana Galli realizzerà una serie di leporelli fotografici nei quali metà del volto di una persona verrà accostata a metà del volto di un altro componente della famiglia: un figlio e suo padre, una figlia e sua madre, due fratelli, un nipote e un nonno.
L’immagine trova così una nuova unità proprio nell’incontro tra due persone.

padre/figlio
Il risultato può rivelare sorprendenti continuità, ma anche differenze inattese.
La fotografia diventa allora uno strumento per porci una domanda:
quanto di chi ci ha preceduto continua a vivere nel nostro volto?
Un archivio delle famiglie del presente
GENOS vuole andare oltre il singolo ritratto.
Le fotografie realizzate durante il progetto contribuiranno alla costruzione di una sorta di archivio contemporaneo delle famiglie.
Un archivio creato oggi, ma idealmente rivolto anche al futuro.
Per Ivana Galli costruire un archivio nel presente significa infatti interrogarsi su quale volto stiamo trasmettendo, quale impronta rimarrà e cosa potrà leggere, tra venti o trent’anni, chi osserverà queste immagini.
La fotografia di famiglia smette così di appartenere soltanto alla dimensione privata e diventa memoria collettiva.
metà volto la madre, metà la figlia
GENOS, dalla memoria personale alla memoria di una comunità
È probabilmente questo uno degli aspetti più affascinanti di GENOS.
Ognuno di noi possiede fotografie di famiglia.
Album, scatole, immagini conservate nei telefoni o vecchie fotografie che attraversano le generazioni.
GENOS parte da questa dimensione intima e la porta nello spazio pubblico.
Le famiglie non saranno semplicemente spettatrici del Photofest, ma diventeranno parte dell’opera stessa.
Il volto individuale entrerà in relazione con quello degli altri e il racconto privato contribuirà alla costruzione della memoria di un’intera comunità.
Come scrive la stessa artista, l’obiettivo della residenza è raccogliere queste storie e restituirle alla città trasformando una memoria privata in un patrimonio condiviso.
Chi può partecipare?
Il progetto è rivolto alle famiglie che desiderano prendere parte al set fotografico.
Non è necessario avere esperienza davanti all’obiettivo.
Al contrario, ciò che interessa è proprio la realtà dei legami familiari e la possibilità di osservare attraverso la fotografia ciò che unisce e distingue le diverse generazioni.
Madri e figlie.
Padri e figli.
Fratelli e sorelle.
Nonni e nipoti.
Ogni famiglia porta con sé una storia diversa e ogni volto può diventare una piccola tessera di un grande mosaico collettivo.
GENOS al Photofest Immagini sul Lago 2026
Il progetto si svolgerà durante la quarta edizione del
Photofest Immagini sul Lago, dal 19 al 27 settembre 2026.
ingresso libero
Viale Bistrot
Via della Rena 72
00069 Trevignano Romano (RM)
Un volto non appartiene mai soltanto al presente
Forse è proprio questo il pensiero che GENOS ci lascia.
Quando guardiamo attentamente il volto di una persona, non stiamo osservando soltanto chi abbiamo davanti.
A volte riconosciamo qualcuno che è venuto prima.
Un’espressione. Uno sguardo. La forma di un sorriso.
Una traccia quasi impercettibile che attraversa il tempo.
GENOS prova a fermare per un istante queste tracce attraverso la fotografia, trasformandole in immagini e affidandole alla memoria.

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