L’Aloe vera è spesso utilizzata per dare sollievo allo stomaco, soprattutto in caso di bruciore, acidità o digestione difficile. Ma bere succo di Aloe fa davvero bene?

La ricerca ha studiato soprattutto il gel trasparente contenuto all’interno della foglia. I risultati sono interessanti, anche se le prove disponibili non permettono ancora di considerare l’Aloe una vera terapia contro la gastrite.

Può proteggere lo stomaco?

Alcuni studi hanno osservato che le sostanze presenti nel gel di Aloe potrebbero avere un’azione protettiva sulla parete dello stomaco e contribuire a ridurre l’infiammazione.

C’è però un particolare importante: gran parte di queste ricerche è stata condotta in laboratorio o sugli animali. Non possiamo quindi affermare che gli stessi benefici siano già stati dimostrati nelle persone con gastrite.

Bruciore e reflusso: cosa sappiamo

Qualche risultato sull’uomo esiste.

Uno studio condotto su 79 persone con reflusso ha valutato uno sciroppo di Aloe vera assunto per quattro settimane. I ricercatori hanno osservato una riduzione di alcuni disturbi, tra cui bruciore, rigurgito e nausea.

È un risultato promettente, ma 79 persone sono poche per arrivare a una conclusione definitiva. L’Aloe non può quindi essere considerata un sostituto delle terapie prescritte per il reflusso.

Può aiutare anche l’intestino?

L’Aloe è stata studiata anche nelle persone con sindrome dell’intestino irritabile.

Una revisione di tre studi, per un totale di 151 pazienti, ha riscontrato un miglioramento dei sintomi nel breve periodo rispetto al placebo.

Anche in questo caso, però, le prove sono ancora limitate. Gli stessi organismi sanitari statunitensi sottolineano che servono più studi per capire quanto l’Aloe sia realmente efficace.

Una ricerca pubblicata nel 2025 ha inoltre suggerito che alcune sostanze contenute nel gel potrebbero contribuire ai meccanismi che mantengono in salute la barriera dell’intestino. Ma lo studio è stato effettuato su animali e modelli di laboratorio, non su pazienti.

Non tutta l’Aloe è uguale

Qui c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato.

Il gel interno della foglia non va confuso con il lattice presente nelle parti più esterne della pianta, che contiene sostanze come l’aloina dall’intensa azione lassativa.

Assumerne quantità eccessive può provocare crampi, dolore addominale e diarrea.

Per questo, quando si parla di prodotti da bere, è importante sapere quale parte dell’Aloe è stata utilizzata e come è stata lavorata.

Aloe vera: quindi fa bene oppure no?

La risposta è: potrebbe avere alcuni effetti utili, ma le prove non sono ancora sufficienti per dire che curi gastrite o reflusso.

Gli studi mostrano segnali interessanti, soprattutto sul controllo di alcuni disturbi digestivi, ma servono ricerche più ampie sulle persone.

E chi soffre spesso di bruciore, dolore o acidità non dovrebbe limitarsi a coprire il sintomo con un rimedio naturale: disturbi persistenti possono avere cause che è importante individuare.

L’Aloe, inoltre, può interagire con alcuni farmaci e l’assunzione orale richiede particolare cautela in gravidanza e durante l’allattamento.

Naturale, insomma, non significa automaticamente innocuo. E neppure scientificamente dimostrato.

Fonti:

Park CH et al., Pharmaceutical Biology, 2017.

Panahi Y et al., studio clinico su Aloe vera e reflusso gastroesofageo, Journal of Traditional Chinese Medicine, 2015.

Hong SW et al., revisione sistematica e meta-analisi su Aloe vera e sindrome dell’intestino irritabile, Journal of Neurogastroenterology and Motility, 2018.

Zhang D et al., studio sui polisaccaridi dell’Aloe vera e barriera intestinale, Food Research International, 2025.

National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH/NIH), Aloe Vera: Usefulness and Safety.