Caro Aldo,
leggo che un robot ha battuto il record mondiale di Bolt sui 100 metri. Capisco che la notizia sta nel fatto del perfezionamento tecnologico ma non capisco il confronto con il record di un essere umano. In fondo anche il mio cane ha battuto il record di Usain Bolt sui 100 metri.
Arnaldo Zambon
Arzergrande (Padova)
Non comprendo, se non a scopo scientifico tecnologico, il senso di far correre dei robot come esseri umani. Per dimostrare cosa? Anche una calcolatrice fa i conti più velocemente di un uomo, e allora?
Marina Stella, Roma
Cari lettori,
ho trovato le Olimpiadi dei robot quanto di più inquietante e nello stesso tempo più ridicolo si sia mai visto. Che senso ha sostituire Bolt con un robot? Quali emozioni può dare un robot? Chi vince la medaglia d’oro: lui o il suo creatore?
L’intelligenza artificiale cambierà il mondo, temo non in meglio. Un collega che ne ha viste tante mi dice: guarda che creerà un enorme ricchezza, un po’ come aveva fatto l’automazione. Anche negli anni 60 in America si pensò che l’avvento dei robot industriali avrebbe creato masse di disoccupati; invece ha creato molta ricchezza. Il che è vero. Ma è una ricchezza finita in poche mani. La ricchezza creata dall’intelligenza artificiale finirà in pochissime mani. E il potere di controllo e di condizionamento sulla società e sulle anime sarà enorme. L’uomo diventerà inutile. Neanche più sfruttabile. Senza valore. Il corpo è sostituibile dai cyborg, la mente dall’intelligenza artificiale. Poi, certo, molto spesso l’intelligenza artificiale serve a fare più velocemente le stesse cose che si facevano prima: ad esempio correre la finale olimpica dei 100 metri. Ma la rivoluzione digitale ha già dimostrato che se qualcosa porta profitto, anche a prezzo di distruggere intere comunità e intere categorie, quella cosa sarà fatta. Il Papa chiede di mettere regole. È possibile che l’uomo, condizionato dal sano istinto di conservazione della specie, quelle regole riesca a imporle. È più probabile invece che non accada. A quel punto l’intelligenza artificiale potrà, come ipotizzano i matematici, scatenare una guerra, o più facilmente ancora provocare la nostra estinzione proprio in quanto esseri inutili. E in natura per le cose inutili non c’è spazio. L’umanesimo cristiano è un potente antidoto a tutto questo. E l’alleanza tra il cristianesimo e l’umanesimo resta la nostra unica speranza.
25 agosto 2026
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