Il servizio di audiologia del policlinico di Modena ha testato con successo, nei mesi scorsi, una nuova procedura di impianto cocleare robot-assistito. Gli interventi, eseguiti su pazienti con specifiche condizioni cliniche, hanno dato esito positivo e aprono prospettive di ricerca su procedure chirurgiche che potranno affiancare, nei prossimi anni, le metodiche standard già offerte dal centro modenese.

Un centro di riferimento nazionale e internazionale

L’azienda ospedaliero-universitaria di Modena è da anni punto di riferimento nazionale per la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione delle patologie uditive più complesse. Il servizio di audiologia, in stretta collaborazione con la UOC di otorinolaringoiatria, segue ogni anno pazienti provenienti da tutta Italia, erogando circa 20.000 prestazioni audiologiche. L’attività riguarda in particolare la riabilitazione uditiva di bambini e adulti attraverso protesi acustiche e impianti cocleari, oltre al trattamento di rare patologie della base cranica laterale e di malformazioni cocleari. Il servizio ospita anche una scuola di specializzazione in audiologia e foniatria, diretta dal professor Davide Soloperto.

Per molti pazienti affetti da sordità grave o profonda, l’impianto cocleare costituisce l’unica possibilità di recuperare la percezione dei suoni, con significativi miglioramenti della qualità della vita.

Come funziona la procedura robot-assistita

Gli interventi sono stati eseguiti dall’équipe della UOC di otorinolaringoiatria, con la partecipazione del suo direttore, professor Daniele Marchioni, e del professor Davide Soloperto, in collaborazione con il personale del servizio di audiologia, che seguirà i pazienti nelle fasi successive di attivazione dell’impianto e nel follow-up a lungo termine.

La tecnologia robot-assistita, abbinata a una pianificazione preoperatoria personalizzata, ha consentito di inserire l’array elettrodico — il sottile fascio di elettrodi che stimola le diverse aree della coclea — in modo preciso e atraumatico, preservando le strutture cocleari e l’eventuale udito residuo. Il decorso postoperatorio è stato regolare per tutti i pazienti, senza complicanze, con dimissione in ottime condizioni generali.

Grazie a sensori ad altissima sensibilità, il sistema robotico controlla con estrema accuratezza la forza di inserimento dell’elettrodo e segue percorsi tridimensionali definiti sulle caratteristiche anatomiche del singolo paziente.

Le parole dei medici

“L’esecuzione di questi test su nuove procedure – sottolinea il professor Davide Soloperto, direttore della scuola di specializzazione in audiologia e foniatria – rientra nella mission di un centro universitario come il nostro, che deve essere sempre aggiornato sulle novità offerte dalla ricerca scientifica. Oggi non ci sono ancora le condizioni perché questa metodica diventi il gold standard per questo tipo di interventi, ma il successo del test apre a prospettive interessanti. Il nostro obiettivo è di rendere sempre più precisa e delicata una procedura già altamente specialistica, per preservare il più possibile le strutture dell’orecchio interno e offrire ai pazienti le migliori prospettive di recupero uditivo”.

“Il robot non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica la precisione grazie al controllo della forza di inserimento e alla possibilità di seguire traiettorie tridimensionali pianificate sul singolo paziente – evidenzia il professor Daniele Marchioni – si tratta di un importante test nella ricerca di una chirurgia sempre più standardizzata, riproducibile e sicura, capace di migliorare ulteriormente la qualità delle cure offerte ai nostri pazienti”.

Le prospettive future

La preservazione dell’udito residuo e il concetto di cochlear health rappresentano oggi obiettivi fondamentali della moderna chirurgia dell’impianto cocleare. Questo approccio apre prospettive promettenti: una migliore percezione dei suoni complessi, l’integrazione con sistemi di stimolazione elettro-acustica e la compatibilità con tecnologie di nuova generazione, attraverso procedure sempre più standardizzate e misurabili.