Per “il momento” non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi contro l’Iran. È il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha recapitato negli ultimi giorni ad alcuni ministri degli Esteri stranieri alleati, spiegando che l’attenzione è rivolta ora ad altre forme di pressione. Secondo quanto riportato da Axios, Rubio ha illustrato alle sue controparti che politica l’amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un’azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump ha annunciato che la Marina ha rimosso tutte le mine nello Stretto, avvertendo Teheran: \”Tolleranza zero per chi ne posizionerà di nuove\”. Washington ha messo inoltre una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran e avviato l’offensiva commerciale \”Operazione Economic Outcast\”, colpendo tutti coloro che agevolano \”le attività destabilizzanti\” del governo iraniano. Teheran replica promettendo ritorsioni.\n\n

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Un carro armato israeliano ha sparato diversi colpi contro la città di Mansouri, a sud di Tiro. Lo scrive l’agenzia libanese Nna. Le forze armate israeliane hanno anche effettuato delle esplosioni alla periferia della città di Sarbin, nel distretto di Bint Jbeil, in concomitanza con una perlustrazione della città. Aerei nemici hanno inoltre condotto un raid notturno su Qantara, nel distretto di Marjeyoun. Stamattina, sempre stando alla Nna, L’Idf sta bruciando case nella città di Bayt al-Sayyad, sempre nella zona di Tiro, e ha effettuato un bombardamento nella città di Majdal Zoun. All’alba, bombardamenti intermittenti di artiglieria hanno preso di mira la periferia di Hadatha. 

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Il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha parlato con il ministro delle Finanze del Bahrein, Sheikh Salman bin Khalifa Al Khalifa, in merito all”Operazione Economic Outcast’ contro l’Iran. Lo scrive Al-Jazeera. In un post su X, il Dipartimento ha affermato che Bessent ha sottolineato che \”non si deve permettere all’Iran di minacciare il commercio internazionale o di usare lo Stretto di Hormuz come leva contro l’economia globale\”. Ha inoltre evidenziato \”l’importanza di una pressione finanziaria costante sulle restanti fonti di finanziamento dell’Iran\” e ha affermato che \”gli Stati Uniti riterranno responsabili coloro che finanziano il regime\”. Bessent ha accolto con favore \”la partnership di lunga data del Bahrein e il suo continuo impegno a salvaguardare l’integrità del sistema finanziario internazionale\”, ha dichiarato il Dipartimento. Entrambi i funzionari hanno concordato sull’\”importanza di un coordinamento continuo tra Stati Uniti, Bahrein\” e i partner del Consiglio di Cooperazione del Golfo, nonché \”la più ampia comunità internazionale, per combattere la finanza illecita e rafforzare la sicurezza economica\”.

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Ieri cinque navi da trasoirti hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, un numero pressoché invariato rispetto al giorno precedente, ma ben al di sotto della media di 15 degli ultimi 10 giorni, secondo i dati preliminari sul traffico marittimo pubblicati oggi. Lo scrive Reuters sul suo sito. Due petroliere che trasportavano gas di petrolio liquefatto e una petroliera che trasportava bitume sono uscite dal Golfo attraverso lo stretto, mentre due petroliere vuote per prodotti raffinati sono entrate nel canale dal Golfo dell’Oman, secondo i dati iniziali del servizio di tracciamento navale Kpler. Lunedì, quattro navi cisterna per il trasporto di merci avevano attraversato lo stretto, secondo gli stessi dati. I dati potrebbero variare poiché alcune navi solitamente disattivano i propri transponder di localizzazione durante la navigazione. Secondo i dati di Kpler, i transiti attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, un altro importante punto di strozzatura marittima in Medio Oriente, sono rimasti pressoché invariati, con 31 navi mercantili rispetto alle 29 del giorno precedente, in linea con la media degli ultimi 10 giorni. 

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Il prezzo del petrolio e’ in deciso calo sui mercati asiatici, sulla scia delle speranze di una normalizzazione della situazione nello Stretto di Hormuz. Il West Texas Intermediate (Wti) cede il 2,13% a 80,6 dollari al barile. Il Brent perde il 2,08% a 86,7 dollari al barile. 

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L’Iran e l’Oman stanno discutendo di un corridoio di transito temporaneo e dello sminamento dello Stretto di Hormuz, ma Teheran ha avvertito mercoledì che la vitale via navigabile non verrà riaperta a meno che gli Stati Uniti non pongano fine alla guerra. Secondo l’Afp, Washington ha annunciato nuove sanzioni volte a fare pressione sull’Iran affinché si arrenda, con il Segretario del Tesoro Scott Bessent che ha minacciato la Repubblica islamica di \”asfissia economica\”. Durante i colloqui a Teheran, i ministri degli Esteri di Iran e Oman hanno discusso di un \”quadro graduale\” che include l’istituzione di un \”corridoio di navigazione temporaneo congiunto attraverso lo Stretto di Hormuz e un accordo per attuare un progetto congiunto di sminamento dello Stretto\”, secondo una dichiarazione. I due Paesi, entrambi Stati costieri che si affacciano sullo Stretto, hanno cercato di elaborare un piano per regolamentare il transito attraverso di esso, come stabilito in un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran firmato a giugno.

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\”Sosteniamo l’impegno degli Stati Uniti per raggiungere una soluzione diplomatica e accogliamo con favore gli sforzi volti ad aumentare la pressione\” sull’Iran, \”anche attraverso l’Operazione Economic Outcast. Continueremo a collaborare con i partner per proteggere i nostri interessi, adottare le misure necessarie per riaprire lo Stretto e contrastare le pericolose attività dell’Iran\”. Lo afferma in una nota il Cancelliere dello Scacchiere – ministro delle Finanze britannico – John Healey, in riferimento alle nuove sanzioni contro l’Iran annunciate dagli Usa. \”Da quando si è insediato, il Governo ha imposto oltre 240 sanzioni all’Iran, le cui azioni minacciano il nostro popolo e la nostra sicurezza, e continueremo a lavorare a fianco degli Stati Uniti e di altri partner per esercitare pressioni economiche sull’Iran. Siamo determinati a impedire al regime iraniano di sfruttare l’economia globale e di abusare del sistema finanziario del Regno Unito per portare avanti il suo programma nucleare e le sue più ampie attività destabilizzanti\”, sottolinea Healey.

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Un accordo con l’Oman per un corridoio marittimo temporaneo a Hormuz \”non significa riaprire lo Stretto\”. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi citato dai media iraniani e regionali, sottolineando che al momento lo stretto \”rimane chiuso\” e sotto controllo iraniano. \”La riapertura di Hormuz avverrà soltanto in cambio della fine della guerra su tutti i fronti, della revoca dell’embargo e della risoluzione della situazione in Yemen\”, ha detto il viceministro citato da Fars. Secondo Gharibabadi, l’attivazione del corridoio concordato con l’Oman \”significherebbe chiudere la rotta meridionale dello stretto\”. \”Abbiamo concordato con l’Oman che la rotta di ingresso nello Stretto di Hormuz passerà attraverso le nostre acque territoriali, e anche parte della rotta di uscita passerà attraverso le nostre acque territoriali\”, ha sostenuto. 

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Per \”il momento\” non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi contro l’Iran. E’ il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha recapitato negli ultimi giorni ad alcuni ministri degli Esteri stranieri alleati, spiegando che l’attenzione è rivolta ora ad altre forme di pressione. Secondo quanto riportato da Axios, Rubio ha illustrato alle sue controparti che politica l’amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un’azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz. 

“,”postId”:”3fe6298e-c9d1-4a38-9c1e-b5f525a50ada”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}}]}” query='{“configurationName”:”LIVEBLOG_CONTAINER_WIDGET”,”liveblogId”:”b85bdf65-40ba-4275-b475-add34cc0c13f”,”tenant”:”tg24″,”limit”:800}’ config='{“live”:true,”isWebView”:false,”postsPerPageMobile”:10,”postsPerPageDesktop”:10}’>

Per “il momento” non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi contro l’Iran. È il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha recapitato negli ultimi giorni ad alcuni ministri degli Esteri stranieri alleati, spiegando che l’attenzione è rivolta ora ad altre forme di pressione. Secondo quanto riportato da Axios, Rubio ha illustrato alle sue controparti che politica l’amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un’azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump ha annunciato che la Marina ha rimosso tutte le mine nello Stretto, avvertendo Teheran: “Tolleranza zero per chi ne posizionerà di nuove”. Washington ha messo inoltre una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran e avviato l’offensiva commerciale “Operazione Economic Outcast”, colpendo tutti coloro che agevolano “le attività destabilizzanti” del governo iraniano. Teheran replica promettendo ritorsioni.

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7 minuti fa

Media Libano: “Attacchi israeliani nell’area di Tiro”

Un carro armato israeliano ha sparato diversi colpi contro la città di Mansouri, a sud di Tiro. Lo scrive l’agenzia libanese Nna. Le forze armate israeliane hanno anche effettuato delle esplosioni alla periferia della città di Sarbin, nel distretto di Bint Jbeil, in concomitanza con una perlustrazione della città. Aerei nemici hanno inoltre condotto un raid notturno su Qantara, nel distretto di Marjeyoun. Stamattina, sempre stando alla Nna, L’Idf sta bruciando case nella città di Bayt al-Sayyad, sempre nella zona di Tiro, e ha effettuato un bombardamento nella città di Majdal Zoun. All’alba, bombardamenti intermittenti di artiglieria hanno preso di mira la periferia di Hadatha. 

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18 minuti fa

Bessent sente il ministro del Bahrein: “Pressing costante sull’Iran”

Il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha parlato con il ministro delle Finanze del Bahrein, Sheikh Salman bin Khalifa Al Khalifa, in merito all”Operazione Economic Outcast’ contro l’Iran. Lo scrive Al-Jazeera. In un post su X, il Dipartimento ha affermato che Bessent ha sottolineato che “non si deve permettere all’Iran di minacciare il commercio internazionale o di usare lo Stretto di Hormuz come leva contro l’economia globale”. Ha inoltre evidenziato “l’importanza di una pressione finanziaria costante sulle restanti fonti di finanziamento dell’Iran” e ha affermato che “gli Stati Uniti riterranno responsabili coloro che finanziano il regime”. Bessent ha accolto con favore “la partnership di lunga data del Bahrein e il suo continuo impegno a salvaguardare l’integrità del sistema finanziario internazionale”, ha dichiarato il Dipartimento. Entrambi i funzionari hanno concordato sull'”importanza di un coordinamento continuo tra Stati Uniti, Bahrein” e i partner del Consiglio di Cooperazione del Golfo, nonché “la più ampia comunità internazionale, per combattere la finanza illecita e rafforzare la sicurezza economica”.

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25 minuti fa

Ieri 5 navi hanno passato Hormuz, “traffico molto inferiore alla media”

Ieri cinque navi da trasoirti hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, un numero pressoché invariato rispetto al giorno precedente, ma ben al di sotto della media di 15 degli ultimi 10 giorni, secondo i dati preliminari sul traffico marittimo pubblicati oggi. Lo scrive Reuters sul suo sito. Due petroliere che trasportavano gas di petrolio liquefatto e una petroliera che trasportava bitume sono uscite dal Golfo attraverso lo stretto, mentre due petroliere vuote per prodotti raffinati sono entrate nel canale dal Golfo dell’Oman, secondo i dati iniziali del servizio di tracciamento navale Kpler. Lunedì, quattro navi cisterna per il trasporto di merci avevano attraversato lo stretto, secondo gli stessi dati. I dati potrebbero variare poiché alcune navi solitamente disattivano i propri transponder di localizzazione durante la navigazione. Secondo i dati di Kpler, i transiti attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, un altro importante punto di strozzatura marittima in Medio Oriente, sono rimasti pressoché invariati, con 31 navi mercantili rispetto alle 29 del giorno precedente, in linea con la media degli ultimi 10 giorni. 

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07:17

Petrolio, -2% su mercati asiatici. Brent a 86,7 dlr, Wti a 80

Il prezzo del petrolio e’ in deciso calo sui mercati asiatici, sulla scia delle speranze di una normalizzazione della situazione nello Stretto di Hormuz. Il West Texas Intermediate (Wti) cede il 2,13% a 80,6 dollari al barile. Il Brent perde il 2,08% a 86,7 dollari al barile. 

07:05

Hormuz rimane chiuso nonostante i colloqui sul corridoio di transito

L’Iran e l’Oman stanno discutendo di un corridoio di transito temporaneo e dello sminamento dello Stretto di Hormuz, ma Teheran ha avvertito mercoledì che la vitale via navigabile non verrà riaperta a meno che gli Stati Uniti non pongano fine alla guerra. Secondo l’Afp, Washington ha annunciato nuove sanzioni volte a fare pressione sull’Iran affinché si arrenda, con il Segretario del Tesoro Scott Bessent che ha minacciato la Repubblica islamica di “asfissia economica”. Durante i colloqui a Teheran, i ministri degli Esteri di Iran e Oman hanno discusso di un “quadro graduale” che include l’istituzione di un “corridoio di navigazione temporaneo congiunto attraverso lo Stretto di Hormuz e un accordo per attuare un progetto congiunto di sminamento dello Stretto”, secondo una dichiarazione. I due Paesi, entrambi Stati costieri che si affacciano sullo Stretto, hanno cercato di elaborare un piano per regolamentare il transito attraverso di esso, come stabilito in un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran firmato a giugno.

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06:40

Healey: “Sosteniamo gli sforzi Usa per fare pressione sull’Iran con le sanzioni”

“Sosteniamo l’impegno degli Stati Uniti per raggiungere una soluzione diplomatica e accogliamo con favore gli sforzi volti ad aumentare la pressione” sull’Iran, “anche attraverso l’Operazione Economic Outcast. Continueremo a collaborare con i partner per proteggere i nostri interessi, adottare le misure necessarie per riaprire lo Stretto e contrastare le pericolose attività dell’Iran”. Lo afferma in una nota il Cancelliere dello Scacchiere – ministro delle Finanze britannico – John Healey, in riferimento alle nuove sanzioni contro l’Iran annunciate dagli Usa. “Da quando si è insediato, il Governo ha imposto oltre 240 sanzioni all’Iran, le cui azioni minacciano il nostro popolo e la nostra sicurezza, e continueremo a lavorare a fianco degli Stati Uniti e di altri partner per esercitare pressioni economiche sull’Iran. Siamo determinati a impedire al regime iraniano di sfruttare l’economia globale e di abusare del sistema finanziario del Regno Unito per portare avanti il suo programma nucleare e le sue più ampie attività destabilizzanti”, sottolinea Healey.

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06:39

Iran: “Corridoio temporaneo non significa riaprire Hormuz”

Un accordo con l’Oman per un corridoio marittimo temporaneo a Hormuz “non significa riaprire lo Stretto”. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi citato dai media iraniani e regionali, sottolineando che al momento lo stretto “rimane chiuso” e sotto controllo iraniano. “La riapertura di Hormuz avverrà soltanto in cambio della fine della guerra su tutti i fronti, della revoca dell’embargo e della risoluzione della situazione in Yemen”, ha detto il viceministro citato da Fars. Secondo Gharibabadi, l’attivazione del corridoio concordato con l’Oman “significherebbe chiudere la rotta meridionale dello stretto”. “Abbiamo concordato con l’Oman che la rotta di ingresso nello Stretto di Hormuz passerà attraverso le nostre acque territoriali, e anche parte della rotta di uscita passerà attraverso le nostre acque territoriali”, ha sostenuto. 

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06:39

Rubio agli alleati: “Per ora nessun nuovo attacco contro l’Iran”

Per “il momento” non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi contro l’Iran. E’ il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha recapitato negli ultimi giorni ad alcuni ministri degli Esteri stranieri alleati, spiegando che l’attenzione è rivolta ora ad altre forme di pressione. Secondo quanto riportato da Axios, Rubio ha illustrato alle sue controparti che politica l’amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un’azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz. 

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