All’alba di sabato scorso il bivio di Velate è stato il palcoscenico di partenza per una sfida ciclistica estrema: l’Everesting del Campo dei Fiori. L’obiettivo era tanto semplice sulla carta quanto massacrante sui pedali, ovvero accumulare 8.848 metri di dislivello positivo per superare l’altezza del Monte Everest. Per farcela, i partecipanti hanno dovuto affrontare per ben quindici volte i 7,85 chilometri di salita che portano fino all’arrivo del Belvedere, macinando 590 metri di dislivello a ogni singola ascesa.
Dei sei impavidi ciclisti che hanno partecipato alla sfida, in due sono riusciti a portare a termine la titanica impresa, trasformando il sogno in realtà. Il giovanissimo Leonardo Montalbetti, diciottenne di Oronco, e Maurizio Mora, conosciuto da tutti come “Rambo” e originario di Masnago, hanno completato i quindici giri dopo un incredibile sforzo durato 18 ore e 25 minuti. Si è trattato di una prova di enorme resistenza fisica e mentale, che ha tenuto in sella i due atleti dall’alba fino quasi a mezzanotte lungo i celebri tornanti varesini.

Un capitolo a parte di questa sfida merita di essere dedicato ad Alessandro Scandroglio. Il ciclista si è infatti presentato ai nastri di partenza a bordo di una mitica Graziella. Purtroppo, a fermare la sua corsa non è stata la fatica ma un problema meccanico al mezzo, che lo ha costretto a uno stop forzato. Tuttavia, lo spirito non è domato: la resa è solo rimandata e Scandroglio ha già promesso che ci riproverà il prossimo anno, sempre fedele alla sua bicicletta pieghevole.
Nella cabina di regia, i “Chiusarella no limits” non hanno mai smesso di incoraggiare e sostenere i partecipanti per tutta la durata dell’impresa, dal primo all’ultimo chilometro.