di
Davide Stoppini

I giallorossi iniziano bene con la rete nella ripresa dell’esterno, mentre Italiano perde la punta

Ma allora si può? Ma allora si può incidere su una squadra anche in pieno mercato, con un mese o poco più di lavoro, con una rosa ancora decisamente incompleta? La risposta è sì. E per conferma passare da Gian Piero Gasperini, che non a caso ha festeggiato la panchina numero 600. La Roma vince e per buoni, buonissimi tratti convince. Tanto c’è da fare. Ma non tutto. E che il gol vittoria sia arrivato grazie a Wesley, uno dei sei nuovi acquisti, è anche un segnale di buon auspicio. Il destro stilisticamente rivedibile ma tremendamente efficace all’8’ del secondo tempo è la firma sulla partita che il Bologna non riesce più a cancellare. La squadra di Italiano è rimasto dormiente per larghi tratti. C’è Olimpico e Olimpico: 101 giorni dopo il trionfo della Coppa Italia proprio in questo stadio, la storia non si ripete. E qualche interrogativo in più, dopo una serata così, non può non nascere.

Il primo tempo è una mezz’ora di buona Roma, ai confini dell’ottima, con tratti gasperiniani persino accentuati per essere al 23 di agosto: non scontato, eppure sì che intravedi il pressing portato uomo contro uomo ovunque, i difensori altissimi, la ricerca della riconquista palla a mo’ di ossessione. E vedi pure un Ferguson che ha voglia di mettersi in mostra al suo esordio in Italia: centravantone che i piedi sa usarli bene, l’irlandese, a lui si appoggia la squadra di Gasp, Casale non lo prende mai, il lavoro di sponda e anche di profondità non è banale. Anche se poi è Cristante, giusto a metà primo tempo, a sfiorare il gol con un colpo di testa che finisce sul palo. Il Bologna assiste, incapace di superare la prima e seconda linea giallorossa. E allora Skoruspki prova anche ad andare lungo sulle punte, che però poco si vedono. Proprio mai Immobile, in verità, che alla prima buona giocata della sua partita si fa male (guaio muscolare). Entra Castro, la Roma rifiata e il Bologna si rialza, guadagnando 20 metri di campo.



















































Proprio la conclusione dell’argentino è il primo squillo di Italiano, a fine primo tempo, che si chiude con un altro ko muscolare (Casale). Ma lo squillo non diventa mai musica, non inganni il colpo di genio di Castro che prova a fare Shevchenko in un vecchio Milan-Juventus, qui però Svilar è salvato dalla traversa. In realtà la Roma riprende il suo spartito, Koné e Cristante in mezzo al campo stravincono i duelli con Pobega e Freuler, Il gol — minuto 8 — è casuale e ci mette molto del suo Lucumi, uomo mercato, fin lì quasi impeccabile. Ma è lui a chiudere un involontario triangolo con Wesley, sbilenco quanto basta per mettere fuori causa Skorupski. 

È qui che la partita si alza di ritmo. Il Bologna prova a svegliarsi, Orsolini dà qualche cenno di vita, in generale però la Roma è molto precisa negli anticipi e dunque poco soffre il gioco sulla propria trequarti. Quella, del resto, è la zona dove Koné dimostra il motivo per cui l’Inter ha provato a strapparlo a Gasp. E certo, il gol fallito che poteva chiudere la gara ha dell’incredibile. Ma non pesa sulle spalle della Roma, sempre in pieno controllo del match, in cui anche Dybala — dentro nel finale — fa in pieno la sua parte e sfiora il gol in un paio di occasioni. E sì che Bernardeschi, appena entrato, va vicino al pareggio. Ma avrebbe avuto il sapore della beffa per Gasp. Fa bene a chiedere rinforzi, il tecnico. Perché ha la sensazioni di potersi divertire. «Stasera i miei giocatori meritano tutti un bel voto». E ha ragione.

23 agosto 2025 ( modifica il 23 agosto 2025 | 23:20)