Il torneo inizierà il 30 settembre, prima il numero 1 curerà l’infiammazione al ginocchio destro che gli è costata gli Us Open. Il riposo assoluto potrebbe protrarsi fino al 6 settembre
Giornalista
26 agosto – 10:15 – MILANO
La skyline di Manhattan, gli aerei del vicino La Guardia rumorosamente in volo sopra Flushing Meadows, i tifosi eccitati che sciamano a migliaia durante la Fan Week. Benvenuti a New York, che ha già aperto le porte agli Us Open, al via da domenica. Ma mentre i colleghi sudano in allenamento e si divertono nel doppio misto, in attesa di affrontare l’ultimo Slam di stagione, Jannik Sinner ha una rotta ormai impostata sul Gps e per quest’anno non lo porta in America.
Protocollo—
È il viaggio che separa Montecarlo, casa sua, da Torino, la sede del JMedical, il centro clinico della Juventus dove dall’inizio di agosto il più forte giocatore del mondo sta seguendo le terapie riabilitative per il ginocchio destro infortunato. Dopo la rinuncia alla trasferta newyorkese, motivata dalla necessità di prendersi più tempo per rimettersi dal problema, come hanno evidenziato gli allenamenti della settimana scorsa, il percorso di cure di Sinner prosegue secondo programmi e — come anticipato proprio dal comunicato con cui annunciava, “triste e deluso”, la scelta di saltare il Major vinto nel 2024 e di cui è stato finalista un anno fa — prevede di rimanere in Europa e di continuare nel recupero. Per questo ieri mattina, di buon’ora, il n.1 della classifica si è ripresentato al JMedical dopo aver guidato da solo dal Principato, accolto dal personale della struttura e accompagnato dagli spiritosi commenti social di molti tifosi bianconeri, che gli hanno chiesto di passare al calcio e di risolvere finalmente il problema dell’attaccante di Spalletti. Stando alle indiscrezioni, si è trattato di un appuntamento prefissato, durante il quale Jannik si è sottoposto a sedute di fisioterapia secondo il protocollo prestabilito già dal 4 agosto, quando si fece visitare alla Physioclinic di Milano, centro di riferimento per valutazioni e trattamenti di infortuni di quel genere. Quanto alla natura del guaio, è corretto ipotizzare un’infiammazione (senza lesioni) peraltro non legata alle scivolate sull’erba di Wimbledon e probabilmente riacutizzatasi a fine luglio, al ritorno agli allenamenti dopo la pausa seguita alla vittoria londinese (il 30 luglio, Sinner aveva postato il video di una sessione particolarmente dura, sostanzialmente incompatibile con un’articolazione già sofferente).
I programmi—
Nei giorni scorsi, lunedì compreso, la Volpe Rossa ha comunque continuato a esaminarsi in campo, per monitorare passo dopo passo l’evoluzione del problema, alla ricerca degli equilibri un po’ smarriti negli spostamenti e per capire se fosse opportuno incrementare l’intensità dei carichi. Ebbene, le prove hanno convinto Jannik a prendersi questa settimana di riposo assoluto, e non è escluso che l’intervallo di totale inattività con la racchetta possa estendersi anche a quella successiva, con uno stop almeno fino al 6 settembre. Trascorso questo periodo, il numero uno del mondo tornerà ad allenarsi e se arriveranno sensazioni confortanti dal ginocchio, riprenderà la consueta preparazione in vista del finale di stagione, che culminerà nelle Atp Finals (e magari nella Davis). Al momento, non sussistono motivi per immaginare un cambio di programma rispetto a quanto già rivelato con la rinuncia agli Us Open: l’intenzione è di ritrovare l’agonismo al torneo di Pechino, vinto un anno fa, che inizierà il 30 settembre. Saranno trascorsi 80 giorni dalla finale di Wimbledon. Il giro del mondo di Jannik.
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