Quasi 88 metri di lunghezza, 28 membri dell’equipaggio e serbatoi grandi quanto 28 mila pieni di un’auto. Arctic P nasceva come rimorchiatore nel 1969, oggi è uno degli explorer yacht più particolari al mondo

Luca Giaffreda

26 agosto – 10:55 – MILANO

Fare il pieno alla propria auto è diventato costoso? C’è chi potrebbe avere qualche problema in più. Arctic P, oggi conosciuto semplicemente come Arctic, può imbarcare fino a 1,4 milioni di litri di carburante. Per avere un termine di paragone, considerando un serbatoio da 50 litri, parliamo dell’equivalente di 28.000 pieni di un’automobile. Quantificare il costo esatto di un rifornimento non è altrettanto semplice. Il prezzo del combustibile per uso nautico cambia in base al porto, alla tipologia utilizzata, alle quantità acquistate e al regime fiscale applicabile. Ipotizzando indicativamente un costo compreso tra 0,80 e 1 euro al litro, riempire completamente i serbatoi significherebbe spendere tra 1,12 e 1,4 milioni di euro. Una stima, quindi, e non un prezzo fisso. Ma per capire perché una singola imbarcazione abbia bisogno di portarsi dietro una quantità simile di carburante bisogna tornare indietro di quasi sessant’anni.

non nasce come yacht—  

Arctic è stato costruito nel 1969 a Bremerhaven, in Germania, dal cantiere Schichau-Unterweser. All’epoca il lusso non c’entrava nulla: nasce come potente rimorchiatore oceanico da soccorso e recupero, progettato per affrontare condizioni di navigazione particolarmente impegnative. Lo dimostra anche la sua storia operativa. Nel 1972 partecipò al soccorso della Lindblad Explorer, nave da spedizione rimasta in difficoltà in Antartide. Le dimensioni erano già importanti già allora: 87,58 metri di lunghezza, oltre 14 metri di larghezza ed una stazza lorda di 2.610 GT. Scafo e sovrastruttura sono realizzati in acciaio. Una vera nave da lavoro, insomma, che negli anni successivi avrebbe avuto una seconda vita decisamente diversa.

Da rimorchiatore a superyacht—  

All’inizio degli anni Novanta la carriera commerciale dell’imbarcazione termina. Dopo un primo passaggio di proprietà nel 1993, nel 1994 viene acquistata dal magnate dei media australiano Kerry Packer. L’idea è particolare soprattutto considerando l’epoca: trasformare un enorme rimorchiatore oceanico in una nave privata di lusso capace di raggiungere alcuni dei luoghi più remoti della Terra. Arctic viene quindi sottoposto a una profonda conversione. Kusch Yachts si occupa della trasformazione e del nuovo design esterno, pur mantenendo molti degli elementi che ancora oggi tradiscono immediatamente le sue origini. Nasce così Arctic P, uno dei primi grandi esempi di quello che oggi definiremmo un explorer yacht.

Due motori da oltre 13.000 CV—  

Le dimensioni richiedono una meccanica altrettanto importante. La propulsione è affidata a due motori diesel Deutz RBV 12M 640, ciascuno accreditato di 4.853 kW, equivalenti a circa 6.500 Cv. Complessivamente si arriva quindi a circa 9.700 kW e oltre 13.000 Cv. Più della velocità, però, è l’autonomia a impressionare. I dati storici dell’imbarcazione indicano una capacità di navigazione che può arrivare a circa 20.000 miglia nautiche, oltre 37.000 chilometri, grazie proprio agli enormi serbatoi da 1.400.000 litri. Dopo il più recente refit le specifiche commerciali riportano valori leggermente differenti: circa 12 nodi di crociera, 18 nodi di velocità massima (un nodo corrisponde a 1,85 km/h) e un’autonomia nell’ordine delle 16-17 mila miglia nautiche. Numeri che fanno capire la filosofia del progetto: Arctic non nasce per spostarsi rapidamente tra Monaco, Ibiza e Porto Cervo, ma per trascorrere lunghi periodi lontano dai porti e dalle normali infrastrutture.

28 membri del personale per 12 ospiti—  

L’aspetto esterno continua a ricordare una grande nave commerciale. Gli interni raccontano tutt’altra storia. Nella configurazione attuale Arctic può accogliere 12 ospiti, distribuiti in sette cabine secondo le specifiche pubblicate di recente, serviti da un equipaggio che può arrivare a 28 persone. A bordo non mancano le dotazioni tipiche di un superyacht moderno: cinema privato 4D, palestra, area massaggi e wellness, vasca Jacuzzi, piscina e beach club. C’è poi un grande eliporto e una vera flotta di imbarcazioni di supporto. Tra i tender disponibili ne figura uno lungo circa 14 metri, oltre a mezzi più piccoli destinati alle escursioni e agli sbarchi nelle zone più difficili. A questi si aggiungono jet ski, kayak, attrezzatura da immersione, SeaBob e numerosi altri giochi d’acqua. Il risultato è una combinazione particolare: sotto rimane la struttura di una robusta nave oceanica nata oltre mezzo secolo fa, sopra troviamo tutto quello che ci si aspetterebbe da un moderno superyacht.

Il record in Antartide—  

Arctic non ha trascorso la sua seconda vita soltanto nei porti più esclusivi del Mediterraneo. Le caratteristiche della nave sono state realmente sfruttate per esplorare alcune delle aree più remote del pianeta. Una delle spedizioni più famose risale al 2013, quando Arctic P navigò nelle acque dell’Antartide raggiungendo latitudini estremamente meridionali. L’impresa le valse all’epoca il record per la navigazione più a sud effettuata da uno yacht privato. Un dettaglio che la distingue da molti explorer yacht moderni: l’aspetto da nave da spedizione, in questo caso, non è soltanto una scelta stilistica. 

oggi si può anche noleggiare—  

Per decenni Arctic è rimasto strettamente legato alla famiglia Packer. La storia, però, ha recentemente vissuto un altro capitolo. Dopo un importante refit completato nel 2025, Arctic è entrato nel mercato dei charter di lusso. Oggi viene proposto per spedizioni private in diverse parti del mondo, dalle coste norvegesi fino alle destinazioni più remote. Il prezzo è adeguato al mezzo: le offerte attuali partono indicativamente da 450-490 mila euro a settimana, ai quali vanno aggiunte le spese legate al viaggio e all’utilizzo dell’imbarcazione. Non proprio una crociera last minute.