CREMONA – Dal primo gennaio i casi confermati di infezione da legionella registrati da Ats Val Padana nella nostra provincia sono stati 19. Numero identifico nel periodo compreso tra gennaio e fine luglio 2025. Se dunque non si registra una crescita degli episodi nonostante il caldo intenso di quest’estate, va detto che il cosiddetto batterio killer resta evidentemente un pericolo concreto. Talvolta da importazione, perché tra quanti hanno contratto l’infezione c’è anche chi era di ritorno da luoghi di villeggiatura.

In attesa di un report più dettagliato sui casi locali, il bollettino epidemiologico nazionale dell’Istituto superiore della sanità è fermo al 2024 – quello sul 2025 dovrebbe uscire entro la fine dell’estate – e mostra un’impennata rispetto agli anni precedenti: se nel 2022 le infezioni in Italia erano state 3.111 e nel 2023 erano salite a 3.911, nel 2024 si è arrivati addirittura a 4.627. Circa l’80% di questi casi è suddiviso tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Anche nel 2025 uno dei focolai principali registrati è stato in Lombardia: 12 infezioni, con un decesso, tra settembre e novembre a Milano nel quartiere San Siro-Rizzoli.

Quest’estate, invece, l’ultimo decesso è di pochi giorni fa: una 91enne ad Arezzo, che potrebbe avere contratto l’infezione in una rsa. Per informare, ma soprattutto per prevenire la diffusione del batterio, Ats Val Padana ha creato una sezione web ad hoc (https://www.ats-valpadana.it/legionella-pneumophila) dove viene spiegato come ci si contagia e cosa fare per contrastare la diffusione. Fra le altre cose viene precisato che la legionella «si moltiplica in ambienti acquatici tra i 20 e i 50 gradi», mentre al di sotto dei 20 gradi non cresce.

«Può colpire le vie respiratorie provocando un’infezione polmonare potenzialmente grave se le condizioni di salute sono già precarie», viene puntualizzato. Come ben spiegato in un video informativo pubblicato sui canali di Ats è fondamentale pulire bene i rubinetti e le guarnizioni, lasciare scorrere l’acqua, specialmente quando non viene utilizzata da un po’, in particolare il rompigetto delle docce; per quanto riguarda i condizionatori, vanno puliti i filtri ed effettuate le manutenzioni.

Naturalmente l’acqua potabile cremonese è sicura e controllata, come più volte precisato anche da Padania Acque, il problema può verificarsi però nelle tubature e nei rubinetti di casa, specialmente quelli meno utilizzati. Anche per questo Avr e Aqua Italia, associazioni federate Anima Confindustria, rinnovano l’invito agli amministratori di condominio e ai cittadini a non abbassare la guardia, promuovendo una corretta gestione degli impianti idrici, elemento fondamentale per ridurre il rischio.