di
Simona Lorenzetti

L’incidente presso il lago di Campliccioli. Le vittime sono Alessandro Muscinelli, 62 anni, residente a Premeno, e Antonella Pagliarani, di Milano, 63enne. L’ultraleggero biposto forse tradito da un banco di nubi

Le immagini girate da un turista mostrano un piccolo velivolo biposto sorvolare il parco naturale dell’Alta Valle di Antrona, nel Verbano Cusio Ossola. Sullo sfondo si stagliano le montagne al confine con la Svizzera e in primo piano si vedono i cavi della funivia di servizio dell’Enel che collega il lago di Camposecco con la diga artificiale Campliccioli. Il biposto, un «autogiro» ibrido giallo con a bordo due persone, vola molto basso, troppo. E non riesce a evitare il contatto con i cavi della funivia: in un attimo l’elica impatta e il mezzo prende fuoco per poi precipitare ai piedi della parete verticale della diga, a quota 1.350 metri.

La dinamica dell’incidente

Le due persone che erano a bordo muoiono in un istante: il pilota e proprietario dell’ibrido, Alessandro Muscinelli di 62 anni, e la cognata Antonella Pagliarani, di 63. I due erano decollati in mattinata dall’aviosuperficie di Megolo, a Pieve Vergonte nel fondovalle ossolano, per ammirare dall’alto un’area protetta e molto frequentata dai turisti amanti del trekking. E alle 11, quando è avvenuta la tragedia, molti escursionisti hanno assistito attoniti all’impatto. Tra loro anche il fratello e marito delle vittime, Roberto, che si trovava nella zona del lago Campliccioli e ha subito raggiunto il punto in cui il biposto si è schiantato. 



















































Lo schianto

Testimone del dramma anche il sindaco di Antrona Franco Borsotti, affacciato alla finestra della propria abitazione: «Ho visto il velivolo volare molto basso e all’improvviso si è trasformato in una palla di fuoco». L’intervento dei soccorsi è stato immediato. Sul posto sono sopraggiunti più elicotteri, tra cui quello del 118 partito da Borgosesia e il Drago dei vigili del fuoco da Malpensa, i carabinieri, la guardia di finanza, i vigili del fuoco da terra e il Sagf. Per Muscinelli e Pagliarani non c’è stato nulla da fare.
Le indagini adesso dovranno chiarire la dinamica. Stando a una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle autorità, il velivolo aveva appena oltrepassato la zona del lago quando avrebbe incontrato un banco di nuvole. Di fronte alle condizioni di visibilità ridotta, il pilota avrebbe effettuato un’inversione di rotta per tornare indietro. Durante questa manovra il biposto avrebbe intercettato i cavi. Cavi che, spiega ancora il sindaco Borsotti, «corrono ad almeno cento metri dal suolo». La zona, aggiunge il primo cittadino, «rientra nel parco naturale dell’Alta Valle di Antrona. Lì normalmente non si vola, e pare che non avessero i permessi necessari. Ho sentito il direttore del parco e non gli risulta che siano state chieste delle autorizzazioni. In ogni caso la funivia è lì da sessant’anni, non può non essere segnalata sulle carte». La procura di Verbania, coordinata dal procuratore Alessandro Pepé, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo per valutare eventuali responsabilità.

Il velivolo

Il velivolo era un «autogiro» biposto, mezzo ibrido ad ala rotante: a differenza dell’elicottero, il suo rotore superiore non è collegato al motore, ma gira liberamente grazie al flusso d’aria generato dall’avanzamento, mentre il motore aziona un’elica per dare spinta in avanti. 

Le vittime

Muscinelli abitava a Premeno (vicino al lago Maggiore), era un ingegnere con specializzazione automobilistica e si occupava di formazione in Italia e all’estero per venditori e responsabili di negozio (era autore di diversi volumi sull’uso consapevole della comunicazione). Ma soprattutto era un grande appassionato di ultraleggeri e un pilota amatoriale: le poche immagini sui social lo mostrano accanto a un biposto simile a quello con cui è precipitato, ma di colore rosso.


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26 agosto 2026 ( modifica il 26 agosto 2026 | 19:23)