Reggello (Firenze), 26 agosto 2026 – “Chiudo l’Hotel Rifugio La Foresta”. L’annuncio arriva tramite i social: Stefano Bandecchi, proprietario della struttura ricettiva nel cuore di Vallombrosa, davanti all’abbazia, dice che chiuderà tutto entro il 30 settembre. “Restituirò la licenza al sindaco di Reggello”. Non venderà l’immobile di sua proprietà, ma la farà diventare casa propria.
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Stefano Bandecchi, sindaco di Terni
“A Vallombrosa avrò una villa di 5.000 metri quadrati”. Bandecchi – imprenditore, ma anche attuale sindaco di Terni e fondatore dell’Università privata Unicusano – dà la colpa all’amministrazione comunale e ai toscani. “Perché mi sono scocciato di una serie di cose – dice in un video postato sui social -: non ho l’acqua, vado avanti coi pozzi. Nessuno mi ha dato il permesso per mettere a posto la vasca, ferma da 4 anni. In più devo prendermi anche qualche accidente da qualche toscano come me che pensa che il disservizio lo do io”.
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Se la prende anche coi dipendenti: “Stipendi ai massimi livelli con servizio delle persone che non è all’altezza”.
Stipendi ai massimi livelli con servizio delle persone che non è all’altezza
Il 30 settembre, dice, l’hotel chiude, “anche prima se qualcuno se ne vuole già andare”.
Poi commenta il suo stesso video: “L’Hotel la Foresta chiude e la colpa principale va divisa per tre: il sindaco di Reggello, i carabinieri forestali e i toscani della zona che non hanno voglia di fare niente, niente, niente. Io più di 500.000 euro l’anno ogni anno non voglio più rimetterceli. Diventerà casa mia: ci inviterò gli amici. Così siamo tutti contenti”.
La storia della struttura
E’ affascinante la storia dell’Hotel La Foresta, che nasce nel 17esimo secolo come rifugio per i viandanti e come foresteria per l’Abbazia di Vallombrosa. Dopo la soppressione dei beni ecclesiastici del 1866 e il passaggio della tenuta all’Amministrazione Forestale, l’edificio fu messo all’asta. Nel 1873 aprì come osteria con il nome di “La Luna” (per via della caratteristica forma a “C” dell’immobile).
E’ alla fine dell’Ottocento che la struttura viene ampliata e ribattezzata “Albergo di Vallombrosa”. Successivamente assume il nome di Hotel Croce di Savoia (e in seguito Grand Hôtel de la Fôret) per accogliere i viaggiatori che arrivavano a Vallombrosa, diventata nel frattempo un’importante e raffinata stazione climatica estiva. Dopo vari passaggi di mano, nel 2000 l’hotel fu interessato da un’ampia ristrutturazione. Il tutto dopo che l’ultimo proprietario aveva chiuso la struttura nel 1970.
Nel frattempo l’ex hotel aveva ospitato “gli studenti della Facoltà di Scienze Forestali durante le esercitazioni estive e la Mostra del Mobile Rustico organizzata dai mobilieri di Tosi che riscosse buon successo fino agli anni ’90”, si legge sul sito della struttura stessa.
La replica del sindaco
Immediata la replica del sindaco di Reggello, Piero Giunti, che non capisce il perché delle accuse di Bandecchi. “Son tutte questioni non di competenza del Comune Vallombrosa – spiega – E’ tutto sotto la gestione di demanio e forestali. Noi abbiamo solo la proprietà dell’area camper, recentemente riqualificata”. Il sindaco ricorda di aver sempre sostenuto l’hotel “anche coi recenti eventi del Festival della Cultura, che abbiamo realizzato lì” e che il futuro sentiero accessibile realizzato coi soldi regionali “partirà da La Foresta”. Sul fronte acqua ricorda che Vallombrosa non è agganciata a Publiacqua. Anche la vasca “è competenza del demanio. Se ha prove delle sue accuse contro il Comune, le tiri fuori”. E si dice dispiaciuto per la fine di un’attività imprenditoriale nel territorio.


