È evasa dagli arresti domiciliari per raggiungere il carcere di Viterbo e incontrare il fidanzato, ma il tentativo è stato scoperto dagli agenti della polizia penitenziaria. È stata arrestata Nefertari Mancini, 32 anni, figlia di Antonio Mancini, detto “Accattone”, e Fabiola Moretti, entrambi storici esponenti della Banda della Magliana. La donna era già evasa nel 2017.


La donna, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nella mattinata del 23 agosto ha raggiunto il carcere di Viterbo a bordo di un’auto guidata da un 32enne romano. L’uomo l’ha accompagnata fino al piazzale dell’istituto penitenziario, dove è rimasto ad attenderla mentre lei entrava per il colloquio.




I documenti falsi

Al momento dell’identificazione, però, la 32enne avrebbe presentato agli agenti una carta d’identità elettronica intestata a un’altra persona. I controlli sul documento hanno fatto emergere diverse anomalie: dagli ologrammi non conformi alla fotografia, risultata incompatibile con i dati anagrafici della titolare del documento.


Gli accertamenti sono proseguiti fino all’uscita dalla sala colloqui, quando la donna è stata fermata dagli agenti del Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria insieme ai carabinieri del comando provinciale di Viterbo.

In un primo momento avrebbe cercato di mantenere le false generalità, salvo poi ammettere la propria identità.



L’arresto

Per lei è scattato l’arresto in flagranza con le accuse di evasione dagli arresti domiciliari, fabbricazione e utilizzo di documento di identificazione falso valido per l’espatrio e sostituzione di persona. Su disposizione della Procura di Viterbo, la 32enne è stata trasferita nel carcere di Civitavecchia, in attesa dell’udienza di convalida.


Nei guai è finito anche l’uomo che l’aveva accompagnata. Durante il controllo nel parcheggio del carcere, il 32enne avrebbe mostrato un forte stato di agitazione. La successiva perquisizione dell’auto ha portato al ritrovamento di modiche quantità di hashish e cocaina, detenute per uso personale, oltre a un dispositivo elettronico in grado di rilevare microspie e telecamere.


Gli ulteriori accertamenti hanno inoltre permesso di scoprire che il conducente non aveva mai conseguito la patente di guida e che aveva già collezionato diverse sanzioni definitive, nell’ultimo biennio, per la stessa violazione. Il 32enne è stato quindi denunciato per guida senza patente in regime di reiterazione e per procurata evasione. L’auto utilizzata per raggiungere il carcere di Viterbo è stata invece sottoposta a sequestro.




Ultimo aggiornamento: mercoledì 26 agosto 2026, 15:58





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