Tutti la ricordano come la Serena di “Un posto al sole”, la fortunata fiction di Rai 3; di serie cult come “Capri”, “Don Matteo” e “La Squadra”, ma anche come una dei protagonisti di “Certi bambini”, film del 2004 con la regia dei fratelli Frazzi che le valse il Premio Domenico Rea come miglior attrice esordiente. Ma Miriam Candurro, 45 anni, attrice e sceneggiatrice, napoletana doc dalla bellezza acqua e sapone, sposata e madre di due figli, è anche una donna che ama gli animali, come la sua Nanà. Pronta a ripartire dopo le meritate vacanze col suo lavoro – a cui si è aggiunto un nuovo impegno, quello della Pandora Film Center, scuola di alta formazione e accademia di recitazione per il cinema e la televisione che ha fondato a Caivano nel 2025 con il regista Lorenzo Cammisa (con cui ha girato i pluripremiati “Trentatré” e “Fermata Madonnelle”) e il collega di set Francesco Vitiello – ci racconta la vita quotidiana con una “figlioletta” a quattro zampe.

APPROFONDIMENTI

Chi è il cucciolo della sua famiglia?

«Si chiama Nanà, ha 10 anni ed è un meticcio di taglia media che pesa meno di otto chili. Una cagnolina con una forte personalità e un bel caratterino».

Come e quando vi siete incontrate la prima volta?

«In maniera molto particolare e speciale. Eravamo con mia figlia e stavamo visitando un negozio di animali, dove c’erano gatti e cani di tutte le razze in esposizione. In uno scatolone, in un angolo, c’erano dei cuccioli meticci in attesa di adozione. Ci siamo avvicinate e Nanà appena ci ha viste è saltata fuori lanciandosi in braccio a mia figlia. Ci ha praticamente scelto lei. A quel punto Vittoria è impazzita e io ho immortalato quel momento, che è la prima foto che abbiamo di lei. Da allora non ci siamo più lasciate e sono ormai dieci anni che vive con noi».

Che carattere ha il suo cane?

«Lei è molto riservata e guardinga. Non è un cane che si affida subito a un estraneo. Anzi, guarda con sospetto, è diffidente, ma lo è anche nei nostri confronti se, per esempio, è un periodo in cui la stiamo curando per qualche piccolo problema di salute e le diamo la medicina. Normalmente sono io la sua “infermiera”, quella che la cura e divento per così dire la “cattiva”; la chiamo a squarciagola e cerca di sfuggirmi. Poi per fortuna le passa il timore e torna a farmi le feste».

Cosa significa per lei avere un cane?

«Io non avevo mai avuto esperienze di animali in casa, per cui Nanà è stata la prima e devo dire che mi ha stupito l’amore, la dedizione totale che loro hanno nei confronti della famiglia che li accoglie. Scherzando a volte con i miei figli, che oggi sono adolescenti, dico loro che la cagnolina è l’unica che mi viene ad accogliere alla porta quando rincaso e a salutarmi. Lei è così attenta ad ogni mio movimento e mi segue dappertutto mostrandomi il suo affetto».

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C’è un aneddoto particolare che la riguarda?

«Nanà si tranquillizza solo quando siamo tutti a casa, come se fosse in attesa, in allerta finché non si è ricomposta la famiglia. Allora la vedi insofferente. La cosa buffa è che, poiché lei è abbastanza timida, non fa follie ma se ci vede tutti assieme si rilassa; è in quel momento che si concede un attimo di riposo e va nella sua cuccia».

Come fa a conciliare lavoro e vita privata con la presenza di un animale in casa?

«Cercando di darle quante più attenzioni possibili quando si è a casa. Siamo in quattro, quindi non è mai da sola, cerchiamo di dividerci i compiti – tranne quelli della cura medica e della toelettatura, due cose che lei odia e che spettano a me – ma si concilia tuttavia perché ti innamori e lei diventa parte integrante della famiglia».

Cosa pensa dei tanti casi di abbandono che si verificano in estate?

«Qualcosa che non riesco a concepire. Come si può solo immaginare di abbandonare un essere che non è un giocattolo o un soprammobile, ma a tutti gli effetti un componente della famiglia? Lo stesso vale per i maltrattamenti: gli animali sono una delle cose più pure che esistano, non hanno cattiveria, né malizia. Come si può pensare di far loro del male, se non per puro sadismo? Ed è qualcosa che io non tollero e che va punito dalla legge».

Quest’anno Nanà verrà in vacanza con voi?

«Sì, come tutti gli anni viene sempre con noi. Facciamo scelte di luoghi dove i cagnolini siano i benvenuti. Solo in un viaggio finora non ci ha accompagnati, in America, ma è stata con mia sorella perché per lei sarebbe stato troppo stressante un volo di dieci ore in aereo».

Quali progetti l’attendono dopo le ferie?

«Una serie per Rai 1, “Una famiglia imperfetta”, che dovrebbe andare in onda la prossima stagione, dove interpreto Amelié, un personaggio un po’ sopra le righe e molto divertente; poi continua il progetto di Pandora Film Center e infine la scrittura, ma di questo preferisco non dire per scaramanzia».