Trent’anni dopo la prima edizione, Imola in musica continua a raccontare la città trattino tra l’Emilia e la Romagna attraverso il suo linguaggio più immediato e trasversale: quello delle note. Da sabato 29 agosto al 6 settembre il festival festeggia il traguardo con nove giorni di appuntamenti, 136 eventi in 43 luoghi e un cartellone che accosta pop e jazz, rock e musica d’autore, dj set e tradizione, danza e contaminazioni dal mondo. Tutto, come da tradizione, a ingresso gratuito.

Il programma guarda al grande pubblico senza rinunciare alla ricerca. Il nome più atteso è quello di Levante, protagonista sabato 5 settembre del concerto in piazza Matteotti. La sera precedente sarà invece Clara, affiancata dal dj set di Marco Mazzoli, a portare nella piazza principale sonorità pop, elettroniche e urban. Il finale, domenica 6, avrà il respiro internazionale di Phil Palmer, storico session man al fianco di Dire Straits, Eric Clapton, Tina Turner, Elton John e molti altri, ospite della formazione del romagnolo Cristian ‘CC’ Bagnoli.

Ma il festival non vive soltanto dei grandi nomi. È nella varietà delle proposte che Imola in musica trova la propria identità: John De Leo, in duo con Fabrizio Tarroni, porterà in piazza della Conciliazione la sua voce-strumento, mentre gli iBigBand ripercorreranno la storia della musica popolare in un grande spettacolo corale. E poi folk, blues, afrobeat, musica mediterranea, classica e nuove generazioni, con una particolare attenzione alle realtà del territorio.

L’apertura sarà affidata, come da tradizione, al Concerto all’alba: sabato 29 agosto, alle 6, il parco Tozzoni ospiterà Il suono delle parole, viaggio nell’universo di Mogol. La sera piazza Matteotti sarà invece dedicata ai giovani con un grande dj set: protagonista Max Brigante di Radio 105. Domenica 30 spazio al Gran galà di danza.

Il trentennale sarà anche l’occasione per guardare indietro. Giovedì 3 settembre verrà presentato ComBook40, volume dedicato ai quarant’anni del Combo Jazz Club e alla lunga storia del jazz a Imola e dintorni. Nello stesso solco si inserisce Musica, musiche, la rassegna curata da Ca’ Vaina e Combo Jazz Club, quest’anno dedicata alle sonorità del Mediterraneo e alle loro contaminazioni con Africa e Kurdistan. Non mancheranno le incursioni in territori meno consueti: Antonio Casanova unirà musica classica e illusionismo nello spettacolo Incantesimi, mentre l’ex complesso manicomiale dell’Osservanza aprirà eccezionalmente le porte della nuova sede dell’Accademia Incontri col Maestro.

A raccontare i trent’anni del festival sarà infine anche la fotografia. Negli spazi del Ridotto del teatro comunale Ebe Stignani, durante gli appuntamenti dell’aperitivo in terrazza, sarà allestita Imola in musica: Dettagli, con 50 immagini in bianco e nero. “Trent’anni di concerti all’alba e note fino a tarda notte, di artisti che sono cresciuti insieme al festival e di un pubblico che – sintetizzano il sindaco Marco Panieri e l’assessore alla Cultura, Giacomo Gambi – ogni anno risponde con lo stesso entusiasmo, quasi fosse la prima volta”.