Prima la gavetta, le prove, i concerti nei locali e la voglia di costruire un’identità musicale senza scorciatoie. Poi X-Factor, i grandi palchi e l’apertura del concerto alla seconda tappa romana del “World Tour 2025” di Damiano David. La storia delle Tigri Da Soggiorno è quella di quattro ragazzi che hanno trasformato una passione in un percorso condiviso, senza mai perdere di vista l’obiettivo. Guglielmo Rodorigo, Leonardo Onori, Fabio Llusku e Mattia De Tursi, tutti di età compresa tra i 27 e i 29 anni, si sono costruiti passo dopo passo, tra rifiuti, occasioni e tanta musica dal vivo. «Non ci siamo mai fatti abbattere dai “no” e non abbiamo mai avuto dubbi sul nostro percorso», dichiarano a Leggo.
La nascita del gruppo
Tutto comincia intorno al 2018, quando Leonardo Onori e Fabio Llusku, rispettivamente chitarra e basso, suonano già insieme in un’altra band e sono alla ricerca di un cantante. «Avevo trovato Guglielmo in un sito in cui si cercano artisti per suonare, così gli ho scritto su Facebook per chiedergli se volesse fare una prova con noi ma sono stato ghostato», scherza Fabio. A quel punto entra in gioco Leonardo: «Gli ho scritto chiedendogli se volesse fare un gruppo. Si era preso un periodo di tempo per rifletterci, poi ha accettato la proposta e ci siamo subito attivati per fare una prova in una sala che ci permetteva di suonare».
La formazione, però, deve ancora trovare il proprio nome e soprattutto completarsi. «Il nome è arrivato dopo – spiega Fabio – quando una sera stavo ascoltando una canzone di Salmo, “Don Medellín”, e ho sentito la frase “Mi sveglierò in salotto con le tigri da soggiorno”. Mi sembrava un nome forte e l’ho proposto agli altri, a cui è piaciuto subito». L’ultimo membro, nonché batterista, Mattia De Tursi arriva alla fine del 2021 e insieme decidono di mandare la richiesta per partecipare all’edizione successiva di X-Factor.
L’arrivo a X-Factor

«L’anno prima, in cui tutti ci siamo fermati per il Covid, eravamo stati contattati per partecipare – rivela Guglielmo – ma avevamo scelto di fare un anno di live per costruire una nostra identità musicale». Una decisione che si rivela importante per il loro percorso, nonostante al talent show si fermano ai Bootcamp: «È stata un’esperienza che ci ha unito e che ci ha permesso di avere visibilità. Siamo contenti del risultato che abbiamo raggiunto, anche perché ci siamo divertiti molto». X-Factor, infatti, per loro non rappresenta un punto di arrivo. Piuttosto un passaggio, un trampolino capace di lanciare un progetto che aveva già cominciato a camminare sulle proprie gambe. «Non ci siamo fatti sconfiggere dal no – continuano – e ci siamo fatti forza a vicenda. Non abbiamo mai avuto dubbi sul nostro percorso e da quel momento abbiamo iniziato a fare la gavetta dura».
L’incontro con Damiano David
La gavetta porta i quattro a confrontarsi con palchi sempre più importanti. Prima le esibizioni nei locali, poi un proprio tour estivo e infine l’opportunità di aprire la seconda data romana del tour di Damiano David al Palazzetto dello Sport di Roma. Un palco che, nonostante le dimensioni, non li ha spaventati: «Ormai è casa nostra, per quante volte ci siamo entrati tra concerti che abbiamo visto e fatto». Ma il legame con il frontman dei Maneskin nasce ancor prima del loro successo. «Siamo cresciuti insieme, dato che suo fratello è un mio amico storico», spiega Leonardo.
La prima occasione per suonare davanti a lui arriva proprio alla sua festa di compleanno, a tema anni Duemila: «Ci chiese di suonare perché gli piaceva il nostro genere e serviva una band che trasmettesse le vibrazioni di quegli anni».
E quella sera permette a Damiano di conoscere il progetto più da vicino: «Si rese conto che il nostro non era solo un hobby, ma che ce la stavamo mettendo tutta». Da lì la decisione di fargli aprire il concerto del 12 ottobre 2025: «L’accoglienza è stata maestosa da parte del pubblico. Si sono fomentati, hanno fatto video e storie su Instagram, si sono subito imparati le canzoni. È stato molto soddisfacente, soprattutto per un’apertura così importante». E alla fine delle tre canzoni previste dalla scaletta arriva anche un gesto da parte di David che la band non dimentica: «La prima cosa che ha fatto è stato rinominarci e farci fare un applauso dal suo pubblico».
Il 1 Maggio
Dopo il Palazzetto dello Sport arriva un altro appuntamento destinato a diventare un momento simbolico per la band: il Concertone del Primo Maggio. «Non aspettavamo altro», commenta Guglielmo. Già nel 2024 le Tigri da Soggiorno avevano partecipato al contest per provare ad arrivare sul palco di Piazza San Giovanni, fermandosi al quarto posto. Questa volta, però, il sogno diventa realtà. «L’approccio è stato caldo, una risposta magnifica. È stata la cosa più bella che abbiamo fatto fino ad adesso, insieme all’apertura del concerto di Damiano David». E l’emozione non si limita al palco: «Abbiamo ricevuto un sacco di complimenti da parte dei big nel dietro le quinte, quindi è stato ancora più soddisfacente». Anche in questo caso prevale la sensazione di essere arrivati nel posto giusto dopo tanto lavoro. «Non avevamo paura – raccontano – eravamo emozionati, c’era tanta adrenalina, ma è stato come ritrovarsi in un luogo familiare».
«La musica è ciò che ci unisce»

Ma dietro a tutti i concerti e i traguardi raggiunti, c’è soprattutto il legame di quattro amici che hanno scelto di condividere un pezzo importante della propria vita. «La musica è ciò che ci unisce – dichiara Fabio – è ciò che ci ha fatto conoscere e condividere un percorso di vita che è fantastico. Ci ha permesso di crescere insieme, è vitalità. Tra tanti anni, quando ci volteremo indietro, potremo guardare questo periodo con il sorriso perché è veramente qualcosa di unico».
Per loro la musica è la «stella polare» ed è per questo che non «esistono piani B» con cui sostituirla. Ora la band si trova davanti a un nuovo momento di passaggio: dopo anni di gavetta e di esperienze che hanno permesso al progetto di crescere, è arrivato il momento di capire quale sarà il prossimo passo. «Siamo un po’ a quel punto della nostra carriera in cui vogliamo fare un salto in avanti. Adesso stiamo realizzando tanta musica, per essere più fedeli a noi stessi», conclude Guglielmo. Senza mai perdere di vista il loro sogno più grande: «Suonare allo Stadio Olimpico».
Ultimo aggiornamento: giovedì 27 agosto 2026, 07:02
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