Stasera a Montecarlo dalle urne uscirà il gruppone. Chivu in prima fascia studia l’assalto, Gasp e Allegri hanno gioco e rosa. E il Como di Cesc può sorprendere
Giornalista
27 agosto – 07:57 – MILANO
Tutti contro il Psg. Tutti contro Luis Enrique e i campioni d’Europa da due anni ma senza centravanti, o forse con tre centravanti, Kvara, Dembélé e Doué, tutto il contrario di quello per cui stanno lottando Juve e compagnia in questo mercato. Il Psg è la squadra più rivoluzionaria, gioca un calcio totale in cui ruoli e protagonisti si sovrappongono, ha abbandonato l’immagine glamour e perdente per diventare leader. Il primo successo distruggendo l’Inter (5-0), il secondo soltanto ai rigori contro un Arsenal storicamente altro perdente di successo ma, con Arteta in panchina, molto più solido e concreto. E poi quei milioni infiniti che aiutano a costruire squadroni. Due tecnici spagnoli, i club più forti di Francia e Inghilterra e la Champions riparte da qui. Con un grande assente: l’Italia. Non vinciamo la Champions da sedici anni, un record.
Le 8 grandi—
Sorteggio del gruppone di Champions, stasera a Montecarlo. C’è l’Inter in prima fascia per ragioni di ranking Uefa, ma il G8 virtuale comprende altre squadre: Psg e Arsenal in prima fila, il Bayern che tiene su la Germania, naturalmente il Barcellona e il Real Madrid del redivivo Mourinho, l’Atletico di Simeone sempre duro da abbattere, e le altre inglesi, il campionato con più turnover perché la pioggia di milioni “bagna” tutti e i valori cambiano. Il nuovo City di Maresca sembra accusare il colpo della fine di un ciclo ma ha sempre un grande potenziale, e con il Liverpool di Iraola è di diritto nell’élite.
Le stelle—
Il Psg s’è potenziato con Akliouche e Ferran Torres, ha una mediana super con Vitinha, in difesa c’è Hakimi, ha perso solo Gonçalo Ramos che serviva di più al Milan. Fin troppe stelle al Real: Mbappé, Bellingham rilanciato in America, Vinicius, Diomande, Bernardo Silva, Cucurella, ma non Rodri finito al Barça con Lamine Yamal e Raphinha. Il Bayern schiera un attacco da sogno con Kane, Olise, Musiala e il nuovo Saibari, potrebbe avere limiti in mediana. Spese pazze per le inglesi: l’Arsenal ha preso Bruno Guimaraes, Tzolis e Konsa per quasi 200 milioni, il City Anderson e Bouaddi per oltre 230, ha sempre super Haaland, ma ha perso Bernardo, Stones, Savinho, Rodri. Anche il Liverpool s’è rinnovato lasciando Konate, Salah e Robertson.
Subito l’Inter—
Tutto questo non significa che i primi otto posti siano assicurati. Il Psg era arrivato quindicesimo nel gruppo 2025 e undicesimo in quello dell’anno scorso. La strada è lunga e all’opposizione, con il solito Borussia, il Porto di Farioli, l’Aston Villa che ha vinto l’Europa League, ci sono Inter e poi Roma e Napoli. Da troppo tempo, escluse le due finali perse dai nerazzurri, siamo fuori dai grandi giochi. L’Inter è la più forte delle nostre, ha due squadre, Lautaro e Calha top player, Esposito in ascesa, potrà permettersi un turnover meno preoccupato. Ha imparato la lezione di Bodo: una distrazione ed è finita. Il sorteggio libero, casa e trasferta comprese, può aiutare chi non è al vertice.
Roma, Napoli e Como—
Il rischio di Roma-Fiorentina 4-0 è far perdere il contatto con la realtà: la Roma è bella, Gasperini l’ultimo ad aver vinto una coppa con l’Atalanta, ha una mentalità europea e offensiva, e gente da Champions cominciando dalla coppia Dybala-Malen, ma meglio non correre. Il Napoli ha una rosa più ricca, un allenatore (Allegri) due volte finalista, una squadra che con Spalletti e Conte ha vinto lo scudetto, da De Bruyne a Hojlund gente per affrontare due tornei. Sono due possibili outsider come il deb Como: se arriva Kean qualsiasi previsione rischia di saltare, sarebbe una grande con meccanismi consolidati, un tecnico che ha giocato ad altissimi livelli e la forza del niente da perdere.
Le otto sfide—
Il meglio per le italiane sarebbero due dai playoff in quarta fascia, lo Shakhtar dalla terza, il Bruges dalla seconda, e, meglio si fa per dire, l’Atletico dalla prima. Non c’è tanto da scegliere, sarà una Champions ad alta intensità fin da subito, equilibrata verso l’alto. Il primo anno della nuova formula la Dinamo Zagabria era rimasta fuori con 11 punti, la stagione scorsa Benfica e Bodo si sono qualificate con 9, scenario ancora probabile. Mancano cinque grandi storiche: il Milan (7 Champions), l’Ajax (4), la Juve, il Benfica e il Chelsea (2), più il Nottingham Forest. Dall’Italia serve una scossa. Avendo meno milioni, la distanza si recupera con le idee, l’atteggiamento e il ritmo: quello che, da un po’, ci manca.
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