Nonostante la storia sia ambientata in Colorado, il film è stato girato in Italia, tra le Dolomiti, Udine L’Aquila, il Parco Nazionale del Circeo e Cinecittà, dove è stato creato il set per l’aeroporto di Grand Junction, il luogo che Hig, Pops e Cima a un certo punto raggiungono nella speranza di trovare un luogo migliore in cui vivere.
Racconta Brolin: «Durante le riprese in montagna alloggiavamo in un paesino. C’era anche la mia famiglia con me ed è stato bellissimo perché stavamo tutti nei dintorni e ci si vedeva anche nel tempo libero. È un modo di lavorare vecchio stampo che oggi è quasi scomparso. E, poi, il set era così vero. Non ci sono effetti speciali, tutto quello che si vede è esattamente com’era, compreso il fango… Ce n’era dappertutto».
Anche Margaret Qualley è rimasta colpita dalle location. «Sono originaria del Montana e amo stare nella natura, passeggiare con il mio cane. C’erano grandi spazi aperti e molto verde. La pace e la tranquillità sono state terapeutiche per tutti noi. Ricordo tramonti mozzafiato sulla strada del ritorno dal set».
Elordi oltre ad apprezzare il lavoro in location «perché come attore è tutto molto più facile se puoi guardarti intorno e sentirti inghiottito dalle montagne, sentire il caldo o il freddo», è rimasto colpito dall’esperienza a Cinecittà. «Eravamo nello studio di Fellini. C’è una storia cinematografica in Italia che viene tramandata di generazione in generazione, lo senti nelle persone che lavorano lì».
Tanto più con Ridley Scott nei paraggi che ha l’età per aver conosciuto Federico Fellini e Sergio Leone. «Non dimenticherò mai quando Fellini mi portò a vedere la struttura enorme che aveva creato per E la nave va. Era felicissimo e orgoglioso».