È stata una delle figure più significative del movimento surrealista: artista poliedrico, impegnato nell’arte figurativa come nella scrittura e nelle arti performative. Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea De Chirico (fratello di Giorgio, altro artista monumentale del Novecento) sarà protagonista di una grande retrospettiva ospitata a partire da fine ottobre alla Pinacoteca “Agnelli” di Torino.

Situata sopra al Lingotto, la galleria torinese ospiterà la significativa mostra curata da Sarah Cosulich e Pietro Rigolo, realizzata in collaborazione con l’archivio “Alberto Savinio” con il supporto di un comitato scientifico internazionale.

Saranno ben 75 le opere riunite nelle sale della Pinacoteca, tra dipinti e disegni, offrendo ai visitatori la possibilità ri rileggere la ricerca pittorica di Savinio dagli anni 20 agli anni 50. 

Alberto Savinio, Monumento ai giocattoli, 1930

La pittura di Savinio trae le sue radici più profonde nell’antichità classica, come anche il fratello Giorgio, autore di note vedute e paesaggi metafisici. Savinio aggiunge elementi tematici legati alla memoria e alla famiglia, la figura dell’animale che si intreccia a quella umana, realizza paesaggi antropomorfi e giocattoli che sono rimasti, forse, tra i suoi tratti più noti e popolari. 

L’opera di Savinio riflette, come tanti artisti dell’inizio del Novecento (tra cui Pirandello è sicuramente tra le figure più iconiche) sul rapporto tra l’identità e la sua rappresentazione, tra l’uomo e la maschera. Indaga il dialogo tra mondi diversi e riflette sulla costruzione della memoria. 

La mostra si chiuderà ad aprile 2027.