L’annuncio era stato dato lo scorso marzo, cinque mesi di lavori sono bastati per trasformare radicalmente l’edificio che si affaccia su viale Borri. Del vecchio supermercato Aldi, chiuso da anni, ormai non c’è più traccia: come fosse stato costruito ex novo, adesso c’è il centro medico di Humanitas. Impossibile dire a che punto siano i lavori all’interno dell’edificio, ma fuori il cambio di destinazione è già evidente: la facciata è stata rivista e dipinta con i colori del gruppo Humanitas, sopra le vetrate a specchio già spicca il nome del nuovo centro: “Chì, par Büsti gràndi!”.

Perché il dialetto

Un nome che non è stato scelto a caso: l’utilizzo del dialetto sta a indicare esplicitamente la vicinanza alla città, ulteriormente sottolineata dal “chì” (qui). Insomma: se oggi il dibattito sulla sanità lombarda vede al centro la necessità di rilanciare i servizi territoriali, il messaggio non potrebbe essere più chiaro. Sulle vetrate campeggiano manifesti con l’annuncio “prossima apertura”, Humanitas conferma che il centro medico sarà inaugurato “all’inizio del nuovo anno”. Giusto il tempo di finire i lavori che anche in questi ultimi giorni di agosto stanno proseguendo a ritmo serrato. Visto lo stato di avanzamento del cantiere, la prossima apertura del nuovo centro medico sta già suscitando parecchie aspettative: quali esami si potranno prenotare? Sarà un centro convenzionato con il servizio sanitario nazionale? L’inaugurazione permetterà di tagliare i tempi di attesa delle visite? Humanitas risponde ricordando quali saranno i servizi attivati in viale Borri. Prima di tutto sì, il centro sarà convenzionato con il servizio sanitario nazionale, così come con le principali assicurazioni sanitarie. Nei 1.500 metri quadrati della struttura saranno realizzati 15 ambulatori specialistici, poi ci saranno un centro prelievi e un centro radiologico attrezzato per mammografie, risonanze magnetiche, radiografie ed ecografie. La nuova struttura non sostituirà quella di via Alberto da Giussano, che resterà operativa, ma si integrerà con l’ospedale Humanitas di Castellanza secondo il principio della “continuità di cura”. Per fare un esempio, chi dovrà essere sottoposto un intervento in ospedale, potrà fare gli esami preliminari nel nuovo centro, dove potrà poi tornare per le visite di controllo. Ad accoglierlo troverà gli stessi medici che lo hanno curato in ospedale, e che quindi garantiranno una continuità assistenziale che andrà a tutto vantaggio del paziente, che avrà la comodità di poter contare su ambulatori e laboratori a due passi dal centro di Busto, senza dover andare fino a Castellanza.

Posizione strategica

Anche la posizione del nuovo centro medico non è stata scelta a caso. Certo, c’era l’opportunità offerta da una struttura che poteva essere riconvertita senza generare ulteriore spreco di suolo, e anzi facendo la felicità di un quartiere che cominciava a guardare con un po’ di preoccupazione al degrado del supermercato abbandonato: ma c’è anche il fatto che la nuova struttura si trova a meno di 4 chilometri dall’ospedale di Castellanza, e soprattutto è dalla parte opposta della città rispetto al quartiere di Beata Giuliana, dove sarà costruito il nuovo ospedale della Malpensa. Con questa mossa, Humanitas punta insomma a intercettare il bacino di utenti a sud della città. E magari anche quelli che arrivano da Legnano, oltre che ovviamente da Castellanza.