L’attaccante veneto ha giocato con entrambe le squadre che si sfidano a San Siro nell’anticipo del 2° turno di campionato: “I rossoneri hanno già una loro fisionomia. La valutazione di Ramos? Figlia del mercato di oggi, fuori da ogni logica. Per i lagunari l’importante era ripartire da Stroppa”

Francesco Albanesi

27 agosto – 21:31 – MILANO

Ve li ricordate i bomber di provincia anni 90 e 2000? Quelli che segnavano di testa, di piede, di ginocchio, in acrobazia e con qualsiasi altra parte del corpo. Filippo Maniero era uno di loro. In carriera ha girato 15 squadre, mettendo piede anche al Milan – sei mesi nel ’98 – e soprattutto a Venezia, “gli anni migliori della mia vita”. Due mondi quasi agli antipodi, almeno sulla carta. In Laguna, però, Maniero si è preso la scena: in quattro anni ha segnato 59 gol, diventando insieme a Francesco Pernigo il miglior cannoniere della storia del club. E venerdì, a San Siro, Milan e Venezia si ritroveranno di fronte per aprire la seconda giornata di campionato. Maniero, oggi viceallenatore nella Serie D friulana, è un libro aperto di ricordi. E di storie da raccontare ne ha parecchie. Anche perché, con la maglia del Venezia, a San Siro un gol l’ha già segnato… 

“Ottobre 2001, Milan-Venezia 1-1. Segna Shevchenko, io pareggio di testa. Un mese prima avevo segnato anche all’Inter, sempre a San Siro, uno stadio con cui avevo un feeling incredibile”. 

E quel “feeling” con la porta lo deve avere anche la squadra di Stroppa venerdì… 

“Sono le classiche partite proibitive per le neopromosse. San Siro è uno stadio che ti carica anche se sei sfavorito. Il Venezia deve avere il coraggio di difendersi con ordine e poi ripartire velocemente. La difesa di Amorim può subire in contropiede con la velocità di Yeboah e gli inserimenti da dietro di Busio e Kike Perez. Il Milan rimane molto favorito, ma per la squadra di Stroppa, comunque vada, sarà una partita che farà crescere dal punto di vista caratteriale”. 

In generale, che idea si è fatto di questo Venezia? 

“L’importante era ripartire dallo stesso allenatore. Non guardo molto, ma leggo sempre i risultati. Ho visto uno spezzone della prima partita contro il Lecce e non meritava di perdere. Yeboah è veloce, potrebbe dare fastidio al Milan che gioca con la difesa a trenta metri dalla porta. È tutto da scoprire anche Akor Adams, l’acquisto più costoso della storia del club”. 

Quali sono le percentuali di salvezza? 

“In Serie A è difficile salvarsi. Il Venezia, rispetto a Frosinone e Monza, ha qualcosa in più. Se la giocherà fino alla fine. È importante avere uno che fa gol”. 

Anche se la sua storia racconta che con 18 gol col Venezia in Serie A si può retrocedere… 

“Sono scherzi del destino. Anche a Verona segnai 12 gol e retrocedemmo in B. Sono stato sfortunato. In Laguna ho vissuto gli anni migliori della mia carriera, al Milan l’opposto”. 

“Purtroppo ho beccato l’annata peggiore: 1997-98. Feci tre gol, ma arrivammo decimi in campionato e perdemmo la finale di Coppa Italia contro la Lazio. Ho giocato veramente poco. È stata un’esperienza bella dal punto di vista professionale: ho conosciuto dei grandi campioni e un gruppo meraviglioso. Professionalmente è stato un disastro”. 

Torniamo all’attualità. Il Milan quest’anno ha rivoluzionato tutto: area societaria, staff tecnico e buona parte della rosa. Pensa che possa già competere per lo scudetto? 

“Cardinale ha fatto tabula rasa e questo mi piace. Qualcosa di buono vuole fare dopo anni complicati. Alla fine, però, è il campo a parlare. Le prime uscite, tra amichevoli e campionato, mi sono piaciute. Mancavano anche giocatori importanti. Mi sembra un Milan con già una sua fisionomia e la voglia di dominare le partite. Non penso possa già lottare con l’Inter, che resta la mia favorita per lo scudetto”. 

Da attaccante ad attaccante: Gonçalo Ramos vale 70 e passa milioni? 

“È un buon giocatore, sicuramente il prezzo è figlio del mercato di oggi, con valutazioni fuori da ogni logica. Bisogna chiedersi perché negli scorsi anni non sia stato un titolare del Psg, nonostante tutti i campioni in squadra. Secondo me la sua dimensione ideale è il Milan, penso possa fare una buona stagione”. 

Un giocatore del Milan che le ruba l’occhio oggi? 

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“Luka Modric. Sono ancora uno di quelli che apprezza i più ‘vecchiotti’, diciamo così. C’è sempre da imparare da queste figure”.