ASSISI – La casa l’ha persa nel febbraio 2023. La residenza, invece, nel giugno di quest’anno. Ora, secondo quanto riferisce, a Renato Giannini è stata sospesa anche la pensione di invalidità civile, che rappresenta la sua unica fonte di sostentamento. È una vicenda che, in poco più di tre anni, ha trasformato una situazione di precarietà abitativa in una questione che coinvolge anche la posizione anagrafica, previdenziale e sanitaria.

La storia

Tutto comincia con uno sfratto esecutivo dall’immobile di Rivotorto che, secondo quanto riferisce Giannini, gli era stato assegnato nell’ambito della separazione. Prima e dopo lo sfratto, racconta di essersi rivolto ai servizi sociali del Comune di Assisi, anche in relazione alla propria condizione di invalido civile al 100%, chiedendo una soluzione abitativa. Una soluzione che, sostiene, non sarebbe arrivata. Da allora, sempre secondo il suo racconto, la sua sistemazione sarebbe dipesa dalla disponibilità di privati. Lo scorso 22 giugno il Comune di Assisi lo avrebbe cancellato dall’anagrafe per irreperibilità, in relazione alla mancanza di una dimora stabile. Da quella cancellazione sarebbe poi derivata, secondo quanto comunicato all’interessato, la sospensione da parte dell’Inps della pensione di invalidità civile.

I problemi per l’assistenza sanitaria

Giannini riferisce inoltre di avere riscontrato conseguenze anche sul piano dell’assistenza sanitaria presso la Usl Umbria 1, circostanza che, secondo quanto sostiene, assume particolare rilievo in considerazione delle sue condizioni personali. L’uomo dice di avere segnalato nel tempo la propria situazione ai servizi sociali e chiede che la sua posizione venga riesaminata, individuando un percorso concreto per affrontare la precarietà abitativa e le conseguenze amministrative che ne sono derivate. La sua ricostruzione, come è naturale, dovrà essere confrontata con la documentazione e con le valutazioni degli enti coinvolti.

Cosa succede ora

Il Comune potrà chiarire quali richieste siano state presentate, quali interventi siano stati valutati e sulla base di quali elementi sia stata disposta la cancellazione per irreperibilità. L’Inps potrà fornire chiarimenti sui presupposti della sospensione della prestazione e sulle modalità previste per l’eventuale regolarizzazione della posizione. Anche sul versante sanitario sarà necessario verificare esattamente quali conseguenze abbia prodotto la cancellazione anagrafica e quali siano gli strumenti disponibili. Senza attribuire responsabilità che dovranno essere verificate, la vicenda pone una domanda concreta: quando una persona perde la casa e si trova senza una sistemazione stabile, quali aiuti possono essere messi in campo per evitare che perda anche la residenza, il sostegno economico e l’accesso alle cure? È questa la questione sulla quale ora Giannini chiede risposte. Non un trattamento di favore, ma un aiuto concreto per uscire da una situazione di precarietà. 


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