Helsinki, 23 agosto 2025 – Trump sta perdendo la pazienza con Putin, Meloni era pronta ad intervenire se il colloquio nello Studio Ovale avesse preso una brutta piega, lo sostiene il presidente della Finlandia, Alexander Stubb in un’intervista all’emittente televisiva Yle.

Il capo di stato finlandese, che con Trump ha sviluppato un feeling particolare per via del golf, ha reso noto che “nella mia ultima conversazione con il presidente Trump, giovedì sera, ho notato alcuni piccoli segnali che la sua pazienza stava per esaurirsi”.

Secondo Stubb è improbabile un incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e Putin “tra una settimana e mezza, come previsto”. Ma proprio ciò farà terminare la pazienza di Trump. “Lui (Trump) è l’unica persona che Putin ascolta e, francamente, l’unica di cui Putin ha paura”, ha sottolineato il presidente finlandese. Stubb ha ricordato la sua partecipazione all’incontro del 18 agosto alla Casa Bianca era stata richiesta “sia Trump che da Zelensky”.

I leader europei contavano su Stubb, Meloni e Rutte per addolcire Trump, e si erano preparati una “coreografia chiara”: l’apertura del segretario generale della Nato Mark Rutte, seguita dagli interventi dei leader dei Paesi più importanti. E se “la discussione avesse preso una brutta piega, sarebbe intervenuta la premier italiana Giorgia Meloni”, ha spiegato Stubb, sottolineando il ruolo della presidente del Consiglio italiana: doveva concludere i colloqui senza sbalzi e fare colpo su Trump. I leader Ue volevano che gli Stati Uniti fornissero garanzie di sicurezza “sotto forma di difesa aerea e intelligence”, ma che siano “molto diverse dall’articolo 5 della Carta della Nato”, come proposto da Meloni.

Stubb così ha confermato il ruolo di Meloni nella mediazione con il presidente americano, aiutata dal presidente finlandese e dal segretario generale della Nato Mark Rutte. Infatti la presidente del Consiglio, promotrice di un piano che assomiglia all’articolo 5 della Nato senza esserlo, vede degli “spiragli” che potrebbero portare davvero a un “processo di pace” per Kiev, e per seguire meglio gli sviluppi ha anche rinviato una missione nell’Indo-Pacifico di una decina giorni (Visita ufficiale in 5 paesi, Bangladesh, Singapore, Corea del Sud, Vietnam e Giappone) perparata da mesi. Così, in attesa di un possibile incontro tra Zelensky e Putin, la premier si rifugierà qualche altro giorno in Puglia, rimanendo comunque in contatto costante con i suoi interlocutori.