Il club aveva chiesto la riammissione in Serie C, ma per i giudici “la posizione della società non era conforme alle norme, mentre l’interesse individuale e meramente economico della ricorrente appare subvalente rispetto all’interesse pubblico alla regolarità e certezza dei tornei”
Il Tar del Lazio ha respinto la domanda cautelare del Trapani Calcio per ottenere l’annullamento delle decisioni che ne hanno determinato la retrocessione in Serie D, chiedendo “il riconoscimento del titolo a partecipare al campionato di Serie C, anche in sovrannumero, o quantomeno a partecipare ai playout”. Secondo i giudici amministrativi, l’istanza cautelare proposta “non sembra assistita da sufficienti profili di fumus boni iuris, essenziale per il suo accoglimento” e inoltre non c’è dubbio che, si legge nel dispositivo, “alle previste scadenze, perentorie e autonome, la posizione della società Trapani non fosse conforme a quanto previsto dall’art. 85 delle Norme organizzative interne della Figc”.
I FATTI—
Il ricorso riguardava in particolare le penalizzazioni maturate per le violazioni amministrative legate agli adempimenti fiscali e contributivi e che hanno portato alla retrocessione. Secondo il Tar “nel bilanciamento degli interessi in gioco, l’interesse individuale e meramente economico della ricorrente appare subvalente rispetto all’interesse pubblico alla regolarità e certezza dei tornei”.