Attualmente in fase di preproduzione, il film punta i riflettori su un’industria globale da tremila miliardi di dollari per svelare cosa si nasconde davvero dietro la bulimia del vestito usa e getta. Il conto? Decisamente salato. D’altronde, chi meglio di Cate Blanchett poteva metterci la faccia? Lei, di lezioni di moda circolare sui red carpet ce ne regala numerose e da tempi non sospetti, sfoggiando lo stesso abito per più eventi ufficiali senza scomporsi di un millimetro e facendo fare una figura da principianti ai cacciatori di novità a tutti i costi. Brava Cate.

Stesso abito ma differente styling per Cate Blanchett alla notte degli Oscar 2015.

Stesso abito ma differente styling per Cate Blanchett alla notte degli Oscar, 2015.

Jeff Kravitz

Per trasformare un’indagine così complessa in un racconto visivo ad alto tasso di coinvolgimento è stato ingaggiato Reiner Holzemer, regista che di solito bazzica i salotti buoni dello stile (ha già firmato i ritratti d’autore di giganti come Martin Margiela, Dries Van Noten e Thom Browne). Stavolta, però, Holzemer appenderà al chiodo i tessuti pregiati per calarsi nel caos della produzione di massa.

La sceneggiatura porterà la firma della stessa Dana Thomas (che aveva già scritto il documentario su Ferragamo per Luca Guadagnino), affiancata dalle produttrici Bronwyn Cosgrave e Danielle Perissi.

Luca Guadagnino alla première di Salvatore  Il calzolaio dei sogni 2011

Luca Guadagnino alla première di Salvatore – Il calzolaio dei sogni, 2011

Elisabetta Villa/Getty Images