di
Giuseppe Sarcina
Le nuove rivelazioni sul viaggio del capo della Cia John Ratcliffe: il colloquio con Aleksandr Bortnikov e i dubbi sui report di intelligence che arrivano sul tavolo dello «Zar»
«Ma Putin conosce davvero la cupa situazione sul campo?».
A un certo punto il direttore della Cia, John Ratcliffe, avrebbe fatto questa domanda al suo interlocutore, Aleksandr Bortnikov, capo dell’Fsb, i servizi segreti russi.
Russia-Ucraina, le ultime notizie in diretta
Lo rivela il New York Times, tornando sulla missione lampo dell’altro ieri a Mosca di Ratcliffe. Da tempo gli analisti del governo americano, e non solo, si chiedono se il numero uno del Cremlino sia al corrente delle difficoltà che l’esercito russo sta incontrando sulla linea del fronte in Ucraina. Dall’inizio della guerra, Cia e Fsb hanno di fatto mantenuto aperto il canale di comunicazione diretto, senza sovrapporsi ai due inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner, cui spetta il compito di negoziare con il Cremlino.
Tuttavia, finora, non si sono registrati progressi su alcun fronte. Ratcliffe si sarebbe limitato a sottolineare l’interesse dei russi a chiudere il conflitto, prima che il quadro militare ed economico peggiori ulteriormente. Non avrebbe accennato a possibili reazioni da parte degli Stati Uniti. Un atteggiamento diverso, quindi, rispetto all’ultima visita di un direttore della Cia a Mosca. Quasi cinque anni fa, il 2 e 3 novembre 2021, William Burns, l’allora numero uno dell’Agenzia di intelligence Usa, si precipitò nella capitale russa. Incontrò diversi funzionari del Cremlino, tra i quali Nikolai Patrushev, all’epoca segretario del Consiglio di Sicurezza. Burns poi parlò al telefono direttamente con Putin, come riferì Dmitry Peskov, portavoce ancora in carica del presidente russo.
Riferì un messaggio di Joe Biden, accompagnato da una minaccia: «Sappiamo che vi state preparando ad attaccare l’Ucraina; non fatelo o andrete incontro a gravi conseguenze». Sul momento, sembrava che il viaggio di Burns avesse perlomeno ristabilito un canale di «comunicazione costruttiva» tra Washington e Mosca. Ma era un’illusione: quasi quattro mesi dopo, il 24 febbraio 2022, l’Armata putiniana invase l’Ucraina.
Burns, all’epoca 66 anni, era uno dei consiglieri più ascoltati da Biden. Nell’ultimo scorcio del 2021, il presidente americano non iniziava la giornata senza aver ascoltato il punto di vista del numero uno della Cia. I suoi «report» erano sempre più allarmanti: la Russia stava ammassando truppe e mezzi militari pesanti al confine tra Bielorussia e Ucraina. Poche settimane dopo l’attacco, il 10 marzo 2022, davanti alla Commissione Intelligence del Senato, Burns rilasciò una dichiarazione che è ancora attuale: «Putin non ha una via d’uscita in questa guerra. Ma non accetterà una sconfitta militare».
28 agosto 2026 ( modifica il 28 agosto 2026 | 11:24)
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