Tutto sulle avversarie dei nerazzurri e cosa attendersi dal percorso

Un brivido al momento del sorteggio: oddio, il Kairat Almaty. Quelli che giocano più vicini a Shanghai che a Parigi. Un sospiro immediatamente successivo: i kazaki verranno a Bergamo e non saranno gli uomini di Sarri a doversi sobbarcare la monumentale trasferta. Questa e altre cinque le avversarie dell’Atalanta nella League Phase di Conference League: Pafos, Mjallby e appunto il Kairat in casa, Ajax, Borac Banja Luka e Riga in trasferta. Ecco cosa attenderci dal percorso dei nerazzurri. 

AJAX DOLCI RICORDI—  

Il nome dei Lancieri, presenti in prima fascia con la Dea al momento del sorteggio, evoca fascino e un ricordo dolcissimo. Quello della vittoria ad Amsterdam nel silenzio del post Covid: un gol a volume zero ma con un peso specifico altissimo, quello di Muriel a cinque minuti dalla fine che valse a Gasperini il passaggio del turno agli ottavi di Champions 2020-21. Curiosità: tra i titolari nerazzurri di quella sfida è rimasto oggi solo Marten De Roon. Ma è cambiato parecchio anche l’Ajax, negli anni: non vince il campionato dal maggio 2022 e ha conosciuto una profonda restaurazione, dovendosi accontentare della Conference quest’anno dopo essere addirittura passato dal playoff a fine campionato contro l’Utrecht, vinto solo ai rigori. Il nuovo corso porta il nome di Michel, protagonista del miracolo Girona nell’ultimo quinquennio: è ripartito incassando una settantina di milioni dalle tre principali cessioni (Godts, Steur e Akpom) e piazzando il nuovo acquisto Marcos Leonardo al centro dell’attacco (19 milioni versati all’Al Hilal). Un nome da taccuino? Il 17enne marocchino Ouazane, ala sinistra appena sfornata dall’academy. 

PAFOS E BORAC—  

Altro incrocio con un’italiana per i ciprioti del Pafos. L’anno scorso la Juve in Champions, stavolta la Dea in Conference, e sempre su suolo nostrano. A Bergamo arriveranno con un misto di sensazioni dopo la lunga trafila di playoff estivi: potevano avanzare in Europa League, ma a metà agosto sono caduti contro il Salisburgo per un solo gol di differenza, eppure hanno rischiato seriamente di salutare anche la Conference perché contro gli albanesi della Dinamo City nell’ultimo preliminare sono serviti i supplementari. Occhio all’ala goleador Correia (10 reti l’anno scorso) e allo svedese che asfalta la corsia mancina, quel Ken Sema che i solutori abili ricorderanno con la maglia dell’Udinese, sei anni fa. Dalla terza fascia ecco poi l’insidiosa trasferta col Borac Banja Luka, formazione bosniaca attualmente in forma smagliante, se è vero che in quasi due mesi di stagione (ha iniziato con gli impegni ufficiali il 7 luglio) ha perso una sola volta: 0-4 dal Levski Sofia in Champions. Poi però ha protetto la Conference nei tre turni successivi rischiando una sola volta: due settimane fa al ritorno coi bielorussi del Vitebsk, quando per passare sono serviti i rigori. Segni particolari: la mente della mediana è Milos Jojic, ex riserva goleador del Borussia Dortmund fra il 2013 e il 2015 oggi alle ultime cartucce su campo europeo. E ovviamente un cerchietto rosso sul centravanti Luka Juricic, classe ’96, capocannoniere con 27 reti dello scorso campionato dominato dal Borac. Quest’anno fra lega nazionale e coppe europee ne ha già messi a segno 5. 

SOLLIEVO KAIRAT IN CASA, RIGA FUORI—  

Poi, appunto, il sollievo di non dover incontrare il Kairat fuori casa. L’anno scorso i kazaki si sobbarcarono diverse migliaia di chilometri per arrivare a San Siro contro l’Inter, stavolta faranno un percorso lievemente più corto per sbarcare al Gewiss Stadium. In patria giocano per il terzo titolo di fila ma viaggiano un capello sotto all’Ordabasy (-4 con una partita da recuperare), mentre in Europa hanno avuto più di una difficoltà nei playoff: fuori dalla Champions contro il Levski, nettamente fuori dall’Europa League contro l’Anderlecht. In avanti, salutato il bambino prodigio Satpaev (il Chelsea lo ha girato in prestito al Burnley dopo averlo acquistato), fiducia al brasiliano Edmilson. E Ofri Arad, l’israeliano che bucò l’Inter? Se n’è andato pure lui, all’FCSB in Romania. La Dea sospira di sollievo per aver evitato la lunga trasferta ad est, ma la attende comunque un viaggio interessante verso nord. Ecco dalla quinta fascia il Riga che trova i nerazzurri dopo aver difeso strenuamente il pass europeo durante i playoff, visti i turni superati contro Vardar, Gyor e Klaksvik. In campionato i lettoni duellano coi rivali dell’Rfs punto a punto: per ora sono sotto di una lunghezza, ma la stagione può ancora regalare svolte inattese. Gli uomini da temere sono i brasiliani che come sempre sul Baltico abbondano: Iago Siqueira sulla trequarti e il centravanti Reginaldo Ramires, 12 gol nel 2026. Altro? Decisamente sì: dal mazzo spunta anche il gambiano Mohamed Badamosi. Lo hanno portato a Riga dopo anni non esattamente fiorenti fra Serbia, Belgio e Romania, ma solo in quest’anno solare ha gonfiato la rete 19 volte. Il nome più esotico però è il marocchino M’Hand, centrocampista con licenza di offendere: è già vicino alla doppia cifra di gol e assist da gennaio e sul pedigree ha fatto scrivere “trafila completata con l’Arsenal”. Occhio.

favola mjallby—  

Il cammino della Dea comprende anche il match casalingo contro il Mjallby, protagonista di un’autentica favola l’anno scorso quando ha vinto per la prima volta il campionato svedese. Una vita all’ombra dei colossi di Stoccolma e di Goteborg prima dell’exploit nel 2025 che ha portato alla ribalta una provincia di 17mila anime che col calcio arrotondava senza dimenticare il lavoro principale: quello del capo scout Franzen, ad esempio, era il postino. Il mister Torstensson faceva il preside al liceo sportivo ed era stato già tecnico nel 2013 e nel 2021, prima di venir richiamato. La sua storia si è unita a quella del club in modo simbolico e anche drammatico: nel 2024 gli hanno diagnosticato la leucemia e lui dopo un mese era già in campo. Pronto a reagire e a vincere uno storico campionato: oggi al Mjallby fa il direttore tecnico. La squadra è riuscita a salvare la Conference League dopo i playoff persi ai piani più alti contro Slovan Bratislava e Salisburgo. Il nome da tenere d’occhio è quello dell’esperto Bergstrom, promosso al centro dell’attacco dopo la cessione di Stroud all’Hull City: 7 gol in 16 gare quest’anno.

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