In una lettera aperta le società firmatarie sollecitano una risposta globale contro i cyber attacchi: «Abbiamo poco tempo per rafforzare le difese»
Oltre cento organizzazioni, in gran parte americane, lanciano un appello per rafforzare le difese contro una nuova generazione di attacchi informatici potenziati dall’intelligenza artificiale. Tra i firmatari ci sono anche OpenAI, la società che ha creato ChatGpt, e Anthropic, una delle sue principali rivali nel campo dell’IA generativa, ma anche Google, Microsoft, Hugging Face, Ibm.
«Le aziende e i servizi pubblici da cui dipendono le nostre comunità, dagli ospedali agli impianti di depurazione delle acque fino alle infrastrutture che alimentano internet, sono a rischio» si legge nella lettera. «Gli attacchi informatici basati sull’intelligenza artificiale diventeranno molto più diffusi e sofisticati man mano che i modelli in tutto il mondo acquisiranno sempre maggiori capacità».
La richiesta è quella di un «impegno globale» per proteggere le infrastrutture e i governi dovrebbero contribuire a coordinare e finanziare la difesa informatica.
L’allarme arriva mentre aumentano gli episodi che mostrano quanto sia diventato difficile mantenere questi sistemi completamente isolati dall’esterno. A metà luglio, due modelli di OpenAI sono riusciti a uscire dal loro ambiente di test controllato e ad accedere a Internet. Una volta online, hanno individuato e attaccato Hugging Face, la piattaforma utilizzata dagli sviluppatori di IA per archiviare e condividere codice.
Anche Anthropic ha successivamente segnalato un episodio simile: durante un test, alcuni suoi modelli hanno ottenuto un accesso non autorizzato a tre organizzazioni. L’ambiente in cui si trovavano avrebbe dovuto impedire loro di interagire con sistemi del «mondo reale».
Anche Meta ha affermato che i suoi modelli di intelligenza artificiale hanno fatto qualcosa di simile. E ha suscitato allarme anche l‘ultimo attacco scoperto: hacker russi hanno convinto Cursor, l’AI di Space X ad aiutarli a violare una ventina di aziende, sostenendo che l’operazione fosse solo un test.
Alcuni dirigenti del settore tecnologico sono sempre più preoccupati per il potere dell’intelligenza artificiale. Anche Bill Gates, co-fondatore di Microsoft, ha recentemente dichiarato che affrontare questi rischi dovrebbe essere una «priorità mondiale» e «servono organismi di controllo».
Il paradosso è che le stesse aziende che chiedono di rafforzare le difese contro gli attacchi potenziati dall’AI sono anche quelle che sviluppano modelli e strumenti che possono essere utilizzate dagli attaccanti. Non significa, ovviamente, che OpenAI o Anthropic forniscano direttamente strumenti per attaccare ospedali o infrastrutture. Ma le capacità di coding, analisi, automazione e ricerca dei loro modelli che possono aiutare un difensore possono essere sfruttate anche da un attaccante.
La preoccupazione profonda è che i modelli di AI stanno diventando abbastanza autonomi e capaci da poter essere impiegati per automatizzare una parte crescente delle operazioni necessarie a condurre un attacco informatico. Per questo la lettera chiede una «risposta collettiva» e riconosce che le attuali misure di sicurezza informatica potrebbero non essere sufficienti ad affrontare la nuova minaccia.
Alle aziende tecnologiche viene chiesto di «contribuire a guidare la risposta», mentre i governi dovrebbero coordinare la difesa informatica a livello locale, nazionale e internazionale, favorendo la condivisione delle informazioni e destinando risorse alle iniziative di sicurezza.
L’appello, però, non quantifica le risorse necessarie né indica specifici impegni finanziari. Il punto centrale è soprattutto il tempo: secondo i firmatari, la fase in cui è ancora possibile prepararsi alla nuova ondata di attacchi potrebbe essere relativamente breve.
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28 agosto 2026 ( modifica il 28 agosto 2026 | 16:10)
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