di
Enrica Roddolo
Era l’ultimo sovrano europeo ad aver vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo l’abdicazione di Margrethe di Danimarca nel 2023 era il regnante più longevo d’Europa. Re Carlo III da Londra: «E’ con la più profonda tristezza che apprendo la notizia della morte del mio caro cugino»
Se ne va l’ultimo sovrano su un trono d’Europa che ha vissuto, in prima persona quando aveva solo tre anni, la seconda guerra mondiale. Harald di Norvegia, 89 anni, sul trono dal 1991, il decano dei sovrani d’Europa dopo la morte della regina Elisabetta II nel 2022 e il ritiro con l’abdicazione della regina Margrethe di Danimarca tre anni fa. Era solo un bambino quando fu costretto a fuggire negli Usa con la madre dopo l’invasione tedesca nel 1940, mentre il padre che avrebbe regnato come Olav V raggiunse il governo in esilio a Londra.
E da Londra arriva il messaggio di re Carlo III: «E’ con la più profonda tristezza che con mia moglie apprendo la notizia della morte del mio caro cugino, re Harald V di Norvegia», scrive il Re. «Mentre la Norvegia piange la perdita di una figura così straordinaria la nostra famiglia si unisce nel ricordo di un uomo il cui senso del dovere e il buon cuore hanno avuto eco, internazionalmente e per decenni». Sono tanti i legami storici e famigliari fra la casa reale dei Windsor e quella di Glücksburg.
E fino alle 20 di stasera a Londra la bandiera che sventola sui palazzi reali Windsor è issata a mezz’asta in segno di rispetto per la morte del Re di Norvegia.
Anche la premier Giorgia Meloni ha espresso «il pià profondo cordoglio per la scomparsa di Sua Maestà Re Harald V di Norvegia. Un Sovrano che ha contribuito a rafforzare nel corso del suo lungo Regno i legami tra la Norvegia e l’Italia».
Il principe Alberto di Monaco ricorda il suo impegno per l’ambiente, con il Wwf in Norvegia: «Ricorderemo la sua devozione alla protezione dell’ambiente e dei valori olimpici dello sport, dell’inclusione».
Questa sera la camera ardente per il decano dei re d’Europa, sarà allestita nella cappella reale a Palazzo dove la salma sarà vegliata fino alle esequie.
«La salute di Sua Maestà il re è in condizioni estremamente serie». L’ultimo comunicato dal palazzo reale sulla salute di Harald di Norvegia ieri mattina era arrivato mentre la famiglia reale di Glucksburg cancellava tutti gli impegni e si radunava al capezzale del decano dei sovrani d’Europa ricoverato dal 17 agosto al Rikshospitalet di Oslo.
Ieri una lunga giornata di veglia al capezzale del Re in fin di vita. All’ospedale di Oslo, per tutta la giornata è stato assistito dalla regina Sonja, poi alla sera era rientrata al palazzo reale mentre tornavano l’erede con la moglie Mette Marit. E nella notte, le ultime ore del sovrano sono state con il figlio Haakon – adesso nuovo Re con il nome di Haakon VIII – accanto al padre fino all’ultimo mentre davanti al palazzo reale già dal pomeriggio si moltiplicavano i fiori, i messaggi. Le candele e i norvegesi radunati in preghiera per il loro Re.
Dopo le tante visite in ospedale nei giorni scorsi del figlio e reggente Haakon, con la futura regina consorte Mette Marit, e della moglie la regina Sonja che a inizio estate è stata ricoverata per problemi cardiaci.
Sono rientrati in Norvegia lo speaker del parlamento Masud Gharahkhani che era in visita ufficiale in Islanda e delegazioni del ministero degli Esteri e della Difesa in visita in Corea del Sud. Anche i vescovi della Chiesa luterana che erano a Roma in Vaticano stanno rientrando a Oslo.
«La salute di Sua Maestà il Re è peggiorata nel weekend». Una settimana fa sulla Norvegia era scesa un’ombra di tristezza per la salute del re sottoposto a cura antibiotica per una infezione del sangue, come aveva comunicato il palazzo reale con una dichiarazione che aveva suscitato apprensione a Oslo e richiamato al capezzale del sovrano l’erede Haakon. Ma anche la sorella Martha Louise che due anni fa in agosto fece scalpore per le nozze con il guru di Hollywood e la scelta di lasciare il ruolo nella famiglia reale per perseguire i suoi progetti personali.
Nei giorni scorsi la principessa Ingrid Alexandra, classe 2004, seconda in linea di successione al trono, ha annunciato che interromperà i suoi studi in Australia a Sidney, per tornare a Oslo, in patria.
Se a richiedere l’ultimo ricovero in ospedale è stato un problema sanguigno (anemia emolitica), da curare con il cortisone, in primavera mentre si trovava in vacanza a Tenerife era stato ricoverato per un’infezione.
E giorni fa la regina Sonja che era prevista con l’erede e reggente Haakon alla cerimonia della guardia davanti al palazzo reale, aveva cancellato la sua partecipazione.
«Abdicare? Ribadisco quel che ho sempre detto, ho prestato solenne giuramento allo Storting, il Parlamento monocamerale della Norvegia, ed è un giuramento che dura tutta la vita». Così parlava re Harald V di Norvegia nel 2024 mentre si avvicinava il suo ottantasettesimo compleanno, dopo il cancro e diverse operazioni al cuore con problemi respiratori. E dopo l’abdicazione a sorpresa della regina Margrethe nella vicina Danimarca che aveva fatto immaginare un effetto domino visto l’età del re di Norvegia.
Ma lui, tempra sportiva che l’ha portato a gareggiare a tre Olimpiadi e sugli spalti di quelle invernali di Milano Cortina, e che dopo i Mondiali di calcio aveva ricevuto a corte i calciatori per congratularsi per il miglior risultato di sempre per la Norvegia, è rimasto orgogliosamente sul trono.
Anche se i molti problemi di salute degli ultimi anni – nel 2024 dopo un ricovero all’estero in Malesia che aveva richiesto un pacemaker al cuore infatti gli impegni ufficiali di re Harald erano stati ridotti, poi nel febbraio scorso un nuovo intervento e ricovero d’urgenza mentre si trovava all’estero in vacanza – sono stati resi più dolorosi dall’annus horribilis della casa reale di Norvegia.
Con il peggioramento della fibrosi polmonare della principessa Mette Marit che ha richiesto a inizio estate un trapianto di polmone. E in parallelo la vicenda giudiziaria del figlio naturale prima delle nozze con l’erede al trono, Marius Borg Høiby.
Se ne va così il re che aveva solo tre anni quando il 9 aprile 1940 le truppe tedesche invasero il Paese. Sul trono sedeva re Haakon VII, a cui non restò altra scelta che tentare di mettersi in salvo fuggendo da Oslo. Partì in treno insieme al governo e buona parte dei componenti dello Storting, verso Elverum.
La principessa Martha, moglie del principe Olav, destinato a succedere al padre Haakon VII alla guida della Norvegia, prese con sé i tre piccoli principini, compreso l’erede al trono Harald, e si diresse in Svezia, per approdare poi negli Stati Uniti, a Washington: in caso fosse accaduto qual cosa al principe ereditario Olav e al re, la continuazione casato era così assicurata. Il sovrano di Norvegia con l’erede, Olav, trovò invece rifugio a Londra.
28 agosto 2026 ( modifica il 28 agosto 2026 | 16:04)
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