Tra mercato, difficoltà di adattamento e problemi fisici, diversi giocatori non sono riusciti a ritagliarsi un ruolo centrale nel progetto lariano. I soldi, però, sono stati investiti

Dalla Champions alla Serie B spagnola. È triste la traiettoria di Morata, che lascia il Como dopo una stagione con lo score di zero gol segnati in 26 presenze di campionato e uno in quattro di Coppa Italia. L’ex capitano della nazionale spagnola ha scelto di tornare a casa: la sua prossima squadra sarà il Leganes. Alvaro non è l’unico che non ha lasciato il segno nel lago dorato di Fabregas. Tra i flop più pesanti c’è Nicolas Kühn. Arrivato dal Celtic nell’estate del 2025 per ben 19 milioni di euro, l’esterno tedesco doveva essere una freccia spaccapartite ma non è riuscito mai a connettersi con l’intensità e i movimenti chiesti da Fabregas. In questo lo spagnolo è sempre stato chiaro: chi non si adatta alla sua idea di calcio finisce ai margini, a prescindere dal blasone o dalle cifre investite. Intendiamoci: quando si rivoluziona una rosa con decine di innesti, è fisiologico che qualcosa non funzioni. L’errore percentuale in una campagna acquisti così massiccia fa parte del gioco. Un altro esterno offensivo uscito dalle gerarchie è Alieu Fadera, acquistato dal Genk per 5 milioni due estati fa. Fabregas richiede agli esterni un lavoro monumentale in fase di ripiegamento e un’intelligenza nelle letture che Fadera ha dimostrato di non avere, finendo rapidamente sul mercato dei partenti. Così, dopo la prima stagione zoppicante, nel 2025-26 il gambiano è passato in prestito al Sassuolo e ora è stato ceduto ancora temporaneamente al Cagliari. 

piedi poco sensibili—  

Quello del portiere è un altro tema tattico delicato. Far ripartire l’azione con i piedi è un dogma assoluto del calcio di Fabregas che ha mietuto vittime. La prima è stata Emil Audero, arrivato due anni fa con le credenziali del titolare fisso, pagato complessivamente 6 milioni di euro compresa la parte fissa e l’inserimento di ben tre contropartite tecniche: Ghidotti, Ioannou e Bellemo. Presto, però, ha perso il posto a favore del secondo, Pepe Reina, e a fine gennaio è stato mandato in prestito al Palermo e la scorsa stagione alla Cremonese. Non è andata meglio ai suoi colleghi di reparto: il croato Nikola Cavlina, prelevato in prestito dalla Dinamo Zagabria, è già stato rispedito all’estero (al Wieczysta Cracovia). Nemmeno lo svedese Noel Törnqvist è riuscito a trovare la fiducia per fare il secondo a Butez e al momento si trova al centro di trattative di mercato: piace al Monza. 

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infortuni—  

Al cortocircuito tecnico si è aggiunta la sfortuna. Il caso più emblematico resta quello di Raphaël Varane, il colpo da novanta internazionale la cui avventura sul Lago è stata virtualmente stroncata sul nascere da problemi fisici insormontabili. Un destino avverso che ha colpito duro altri difensori. Per Alberto Dossena ed Edoardo Goldaniga, oltre alle evidenti difficoltà di adattamento tattico alla linea altissima richiesta da Cesc, si sono messi di mezzo brutti infortuni. La sfortuna ha picchiato duro anche con Jayden Addai: profilo futuribile – e massiccio investimento da 14 milioni dall’Alkmaar – su cui la società puntava molto per le rotazioni sugli esterni e che la scorsa stagione si è rotto il tendine d’Achille, frenando sul più bello la sua ascesa. In questo caso, però, il destino non è segnato: l’ala olandese è tornata stabilmente in gruppo e Fabregas gli concederà una seconda chance.