L’esame è stato condotto all’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. Per la morte della piccola, che non era stata vaccinata, sono indagati con l’accusa di omicidio colposo i genitori e otto medici dell’azienda ospedaliera Arnas Civico che l’hanno visitata tra il 13 e il 19 agosto. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto che permette di nominare i propri consulenti e farli partecipare all’esame autoptico
Si è conclusa l’autopsia sul corpo di Anna Rosa Bartolotta, la bimba di 4 anni di Palermo non vaccinata morta per difterite il 20 agosto. Secondo quanto si apprende, è stata confermata la presenza di una diffusa infezione. I consulenti avrebbero verificato anche che la bambina è stata sottoposta a cure particolarmente invasive. Intanto, sul fronte giudiziario continuano le indagini della Procura di Palermo. Per il decesso della bambina, con l’accusa di omicidio colposo, sono indagati i suoi genitori e anche otto medici dell’azienda ospedaliera Arnas Civico che l’hanno visitata tra il 13 e il 19 agosto. L’iscrizione nel registro degli indagati, hanno spiegato gli esperti, è un atto dovuto proprio per consentire la nomina di consulenti che prendano parte all’esame autoptico, che è un accertamento irripetibile.
Indagati i genitori della bambina e 8 medici
Già nei giorni scorsi era emersa la notizia che i pm avevano iscritto nel registro degli indagati Emanuele Bartolotta e Manuela Maggio, i genitori della bambina: per loro, che non avevano fatto vaccinare la piccola, l’accusa è di omicidio colposo. Ieri, poi, è emerso che la Procura di Palermo ha iscritto nel registro anche otto medici che hanno avuto in cura la bimba tra il 13 e il 19 agosto: un atto dovuto a garanzia degli indagati, hanno spiegato gli esperti, per permettere loro di nominare i propri consulenti e farli partecipare agli accertamenti medico – legali che sono atti irripetibili.
Il gene della tossina difterica nel cugino della bambina
Dopo la morte della bambina, i genitori avevano deciso di denunciare gli stessi ospedali che hanno avuto in cura la figlia, ritenendoli responsabili per avere diagnosticato nei primi giorni dei malesseri della piccola una semplice tonsillite. Intanto, le indagini molecolari condotte dagli esperti dell’Istituto superiore di Sanità sul ceppo batterico isolato dal tampone faringeo del cugino della vittima, anche lui 4 anni, hanno confermato l’identificazione della specie C. diphtheriae e la presenza del gene della tossina difterica. Il bambino, di fatto, ha sviluppato una forma non grave della malattia in quanto vaccinato.
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La corsa ai vaccini
Dopo questa vicenda, è scattata la corsa ai vaccini. Dal 17 agosto in avanti, infatti, nei centri dell’Asp di Palermo sono state effettuate complessivamente 9.745 vaccinazioni, rispetto alle 6.085 somministrazioni effettuate nello stesso periodo del 2025, con unaumento pari al 60%. Evidente è la crescita delle somministrazioni di vaccino esavalente: sono state 1.318, rispetto alle 776 dello scorso con un incremento del 70%. Delle 1.318 dosi di esavalente somministrate, 420 sono prime dosi, 421 seconde dosi e 444 terze dosi, a conferma di una richiesta che riguarda sia l’avvio dei cicli vaccinali sia il loro completamento. Al 30 giugno 2026 erano state somministrate 13.276 dosi di vaccino esavalente, 360 in più rispetto alle 12.916 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 2,7%.
Una opportunità concreta
“I numeri di questi giorni ci dicono che c’è una crescente attenzione dei cittadini – ha fatto sapere il direttore generale dell’Asp, Alberto Firenze -. Abbiamo scelto di trasformare questa attenzione in un’opportunità concreta, ampliando l’accesso ai nostri centri e aprendo straordinariamente anche sabato e domenica. L’obiettivo è facilitare le famiglie, soprattutto quelle che devono avviare o completare il ciclo vaccinale dei propri figli”.

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