di
Antonella Baccaro
A Ranucci proposte tre alternative: un ruolo al Tg3 o a RaiNews 24 o la sede di corrispondenza da Il Cairo. Gabanelli sui sostituti: «No comment»
Sigfrido Ranucci non sarà più il conduttore di Report, il giornalista dovrà cederne la guida a due giovani colleghi, a nove anni dal passaggio di testimone con Milena Gabanelli, che lo aveva designato suo successore. La decisione, che giunge dopo un’estate di indiscrezioni sull’avvicendamento, seguite all’inchiesta sulla bomba di cui Ranucci è stato vittima, è stata comunicata dalla Rai ieri pomeriggio con una nota. I nuovi conduttori saranno Giulia Presutti, interna a Report, e Daniele Piervincenzi, esterno.
La Rai non ha spiegato le motivazioni dell’avvicendamento, né se verrà fatto un audit su Report, e questo lascia aperto un interrogativo importante su un punto che rischia di essere l’elemento di debolezza della decisione in un’eventuale sede legale.
Subitanea anche la reazione degli inviati di Report che si erano offerti per una conduzione corale al posto di Ranucci, provocandone la reazione risentita: dimissioni immediate e in blocco se la Rai non tornerà sui propri passi. Un annuncio che si ricollega al mancato confronto con l’azienda a monte della decisione adottata e per questo «inaccettabile per il metodo». Ma anche «per il merito», non essendo le figure prescelte «in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report».
Intanto il comunicato Rai spiega che «la scelta apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell’offerta di approfondimento del servizio pubblico, attraverso una conduzione a due, affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell’esperienza maturata sul campo».
Quanto al futuro di Ranucci, la Rai fa sapere che, «nell’ambito degli accordi sindacali e delle procedure previste per la gestione dei percorsi professionali», sono state avanzate «tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata in Rai». Si tratterebbe della vicedirezione ad personam al Tg3 o a RaiNews24 e di una corrispondenza dall’estero.
La decisione dell’azienda è arrivata dunque prima dell’incontro del 2 settembre tra il direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, e la redazione. E questo spiega perché venga considerata «completamente irricevibile» dagli inviati che avevano scritto al direttore per proporsi alla conduzione. L’unica concessione fatta da Corsini ieri ai vecchi inviati è stata l’indicazione di due capo-autori interni come «punto di riferimento» della redazione: Bernardo Iovene e Giulio Valesini. I quali però hanno rifiutato perché la loro «disponibilità di massima» sarebbe stata acquisita da Corsini senza dare informazioni sui nuovi conduttori, i cui nomi sarebbero stati «appresi solo dalle agenzie». A questo punto c’è da chiedersi se Report andrà davvero in onda l’8 novembre.
Intanto giungono le reazioni interne all’azienda. Come quella dei tre consiglieri di amministrazione non di maggioranza. Alessandro di Majo, Roberto Natale e Davide Di Pietro non entrano nel merito delle scelte dei nuovi conduttori ma si dissociano da eventuali conseguenze legali e puntano il dito contro l’amministratore delegato Giampaolo Rossi. E osservano che «se l’azienda non è stata in grado di dimostrare l’influenza di Lavitola sui contenuti di Report, non si comprende su quali elementi verificabili si fondi la decisione assunta». Replicano i consiglieri di maggioranza Simona Agnes, Federica Frangi e Antonio Marano: «La decisione è stata presa nell’interesse dell’azienda, con l’obiettivo di tutelare l’immagine della trasmissione e di salvaguardare la credibilità della Rai, la cui reputazione trascende quella di ogni singola persona. Rispettate le regole, le procedure e le competenze».
Opposte le reazioni dei sindacati interni: mentre Usigrai chiede all’azienda di spiegare i motivi per i quali «ha deciso l’allontanamento di Ranucci», Figec Unirai esprime «soddisfazione» per la scelta dei nuovi conduttori.
Anche Vittorio Di Trapani, presidente di Fnsi, ed ex segretario storico di Usigrai, chiede la «motivazione ufficiale per cui la vittima di un attentato viene sostituito alla conduzione del programma». Mentre Gabanelli si limita a un «no comment» quando le si chiede che cosa pensi dei due nuovi conduttori.
Vai a tutte le notizie di Roma
Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma
29 agosto 2026 ( modifica il 29 agosto 2026 | 07:46)
© RIPRODUZIONE RISERVATA